SICUREZZA STRADALE E ALCOL

Con l'approvazione definitiva da parte del Parlamento delle modifiche al codice della strada, sono state introdotte importanti novità in merito alla vendita ed alla somministrazione di bevande alcoliche.
Per un approfondimento delle novità introdotte potete leggere la circolare dell'Ascom Monfalcone.
Rassegna stampa 21/01/2009

Commercio, la ripresa parte da bar e pub

Bilancio positivo tra aperture e chiusure - S’inverte il trend, 46 negozi inaugurati nel 2008. Numero record di 176 pubblici esercizi

(Il Piccolo 21/01/2009)

A Monfalcone sono in funzione 176, tra bar e ristoranti, 2 in più di un anno fa. E 573 negozi contro 570. Per la prima volta il segno «meno» abbandona le statistiche sul comparto commerciale cittadino. Segno di una vitalità almeno parzialmente ritrovata, grazie soprattutto ai locali pubblici, in particolare nel centro cittadino. Nel corso dell’anno sono stati 43 i negozi ad aver cessato l’attività, compensati però dalle 46 nuove aperture. Molto più stabile e solido il dato relativo ai locali pubblici: una sola chiusura, a conferma di una sostanziale tenuta del settore, contro tre nuove aperture nel corso dell’anno appena concluso. «È un dato incoraggiante, significa che la nostra città è viva, che le nostre scelte per agevolare questo settore sono servite quanto meno a bloccare un trend negativo», spiega l’assessore al Commercio Paolo Frittitta.
DATI. Secondo l’Ufficio commercio, i negozi a fine 2008 erano 573, quindi tre in più rispetto all’inizio dell’anno, bilancio dovuto alle 46 attività inaugurate. Poche le variazioni per quanto riguarda invece i locali pubblici (bar, pub, ristoranti e pizzerie), che passano da 174 a 176, comunque però con segno positivo. E una sola cessazione. Insomma, il bilancio 2008 del commercio sembra descrivere un settore che finalmente esce dalla crisi. «Si tratta di segnali importanti – spiega l’assessore al Commercio – specie in periodi come questi, in cui già sarebbe stato per noi ottimo avere un pareggio. Il fatto che ci sia un segno più invece dimostra ancora una volta che le politiche finora effettuate hanno avuto il loro effetto». E, soprattutto, il segno che viene più ben visto è quello dell'aumento di bar e ristoranti. «Significa che la città offre molte occasioni di svago, che è viva e attiva», continua Frittitta.
DIFFICOLTÀ. Certo questo non significa che il mondo del commercio sia in condizioni ottimali. Secondo banche e finanziarie, sono proprio le piccole attività (commerciali e artigianali) a soffrire, strette tra l’incudine della concorrenza della grande distribuzione e il martello della riduzione dei consumi. Alcuni istituti di credito hanno dovuto accettare dilazioni dei mutui o registrare difficoltà a onorare le scadenze di dicembre. Anche il boom dei saldi, poi, deve far riflettere: significa che, a prezzi normali, la merce è rimasta sugli scaffali.
STRATEGIE. «La rinascita del commercio è una cosa su cui vogliamo puntare – spiega ancora Frittitta –. Per questo vogliamo concordare tutte le strategie con le associazioni di categoria». Le strategie infatti finora ci sono state. «In primo luogo – spiega l’assessore al Commercio – abbiamo provveduto a rielaborare il nuovo piano del commercio e stiamo per partire con quello del traffico. Il plauso va agli uffici che, con il minimo dei fondi, sono riusciti a fare un ottimo lavoro». Il secondo punto è stata l’emissione del bando per il recupero dei locali storici del quale però ha approfittato un solo esercizio. «Ci sono poi i Civ, i Centri integrati di via, che quest’anno sono destinati a prendere corpo. «Si tratta di un progetto importante al quale stiamo lavorando in collaborazione con l’Ascom – spiega Frittitta – e che ha già portato a ottimi risultati, e altrettanti se ne aspettano in futuro come ”ripensamento” del commercio in città». L’ultimo punto, questo a favore soprattutto di bar e pub, è stata il nuovo regolamento per la musica nei locali cittadini. «Grazie alle nuove norme, che hanno prodotto una semplificazione per i ristoratori e una maggior tranquillità per i cittadini, il settore è stato regolamentato in modo ottimale, almeno da quanto abbiamo riscontrato: i ristoratori si sono detti soddisfatti e le proteste per i rumori si sono ridotte a metà».

Elena Orsi

 

SALDI, 10% IN PIÙ

L’abbigliamento giovani traina gli altri settori - Ma l’Ascom già contesta l’anticipazione a giugno delle svendite estive    

Il bilancio di due settimane di saldi è migliore di ogni aspettativa. Secondo un sondaggio a campione effettuato dall’Ascom, si è registrato un aumento di consumi del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una media calcolata fra abbigliamento, calzature e pelletterie che fa ben sperare per il futuro, dopo il tracollo nelle promozioni di dicembre che avevano registrato un calo del 15%, quasi in linea con quella riscontrata su scala nazionale. Per fortuna, tre giorni prima di Natale c’era stato un aggiustamento di tiro degli acquisti, altrimenti il collasso sarebbe stato totale, dopo il brutto tempo di quasi tutto dicembre e ovviamente alla crisi economica vera o presunta. A tirare la volata nei saldi invernali (dal 2 gennaio al 31 marzo), sono stati soprattutto l’abbigliamento per giovani, quello per i bambini e l’intimo. I negozi di calzature e pelletterie si sono difesi bene. La parte del leone in questo avvio di saldi, nella maggior parte dei casi l’hanno fatta gli acquisti necessari, mentre quelli superflui o inutili sono stati quasi sempre rinviati. I clienti, insomma, non si sono fatti prendere la mano dagli acquisti voluttuari nonostante lo sconto. «Nessuno dei commercianti fino a oggi si è ancora lamentato – spiegano all’Ascom – e questo è un fatto positivo. Secondo l’indagine, la maggior parte dei clienti ha atteso l’arrivo dei saldi prima dell’acquisto». L’incremento delle vendite in questo periodo, tuttavia, non deve trarre in inganno, poiché è evidente la fragile disponibilità economica della gente che, per risparmiare, concentra la maggior parte delle spese importanti proprio durante i saldi. «Ricordiamoci – sostengono sempre all’Ascom – che nella fotografia di questa realtà i commercianti lavorano al di sotto delle percentuali dei margini di guadagno. Inoltre l’abolizione del periodo dei 40 giorni tra la fine delle promozioni e l’inizio dei saldi aveva comportato malumori poiché non tutti erano d’accordo». I commercianti, infatti, già contestano l’avvio dei saldi estivi fissati per il 15 giugno. Verrà fatta pressione verso la Regione per spostare la partenza di almeno un mese. «È una data inadeguata – dicono gli esercenti - in quanto una volta i saldi partivano in agosto, poi da qualche anno erano stati spostati a metà luglio, mentre l’anticipo a giugno potrebbe mettere in crisi le vendite della merce estiva. L’estate sul calendario comincia appena il 21 giugno e non è possibile che noi il 15 svendiamo già i costumi da bagno e le magliette a mezze maniche». Intanto c’è da incassare questa ventata positiva, quasi profetica da parte del presidente dell’Ascom Glauco Boscarolli che aveva manifestato un cauto ottimismo alla vigilia dei saldi. Diversi negozi, inoltre, per un risultato migliore, avevano rinunciato alle promozioni anticipate affidandosi solo ai saldi invernali. Il piccolo commercio locale, ricorda ancora Boscarolli, ha dovuto comunque fare i conti con l’esodo della clientela verso le nuove mega-strutture appena aperte.

Ciro Vitiello 

 

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