Viene da una villa di San Canzian l’abete di Natale innalzato in piazza
È alto 15 metri
(Il Piccolo 02/12/2008)
Anche quest’anno un grande albero di Natale svetta in piazza della Repubblica. L’enorme abete è arrivato ieri mattina, trasportato gratuitamente dall’impresa di trasporti Cita, dopo che la ditta Petrini di Ronchi dei Legionari l’ha abbattuto in una villa di San Canzian d’Isonzo. Un privato ha quindi accolto, previo consenso della Guardia forestale, si suppone, viste le dimensioni dell’abete, l’appello lanciato lo scorso mese dal Comune di Monfalcone che si era messo alla ricerca di qualcuno in grado di donare l’albero di Natale. L’abete, alto circa 15 metri, è arrivato in piazza della Repubblica ieri mattina e la squadra lavori del Comune ha provveduto a collocare l’albero nell'apposito alloggiamento, poco distante dal municipio, come spiega l’assessore ai Servizi tecnici Giordano Magrin. La squadra lavori provvederà ora a collocare sull’albero le luci che saranno accese venerdì in concomitanza con l’inaugurazione del Villaggio di Natale in piazza della Repubblica, che sarà aperto poi tutti i giorni fino al 24 dicembre, e con la Fiera di San Nicolò che invaderà tutto il centro cittadino per l’intera giornata. Sempre venerdì, alle 15, in piazza i monfalconesi potranno trovare castagne, ribolla e musica. Il Villaggio di Natale giunto alla sua terza edizione quest'anno sarà aperto nei giorni feriali dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.30 e nei festivi dalle 10 alle 20.
Acqua alta, cancellate tutte le spiagge Chiuso l’accesso al porticciolo Sauro. Barche a picco nei circoli nautici
(Il Piccolo 02/12/2008)
Tutte le spiagge del litorale monfalconese e staranzanese completamente sommerse dall’acqua che ha invaso e danneggiato i bar dei chioschi rendendo inservibili elettrodomestici e arredi, isolati il Centro velico Hannibal e Marina Nova per l’allagamento della strada di accesso. Sommersi la banchina e il parcheggio del porticciolo Nazario Sauro, in pieno centro cittadino, con le imbarcazioni dei circoli «La darsena» e «Canale Valentinis» a livello della strada. Sott’acqua tutti i circoli nautici con decine di imbarcazioni finite a picco per colpa delle cime di ormeggio troppo corte. A livello di guardia i canali interni. Il Brancolo è straripato in alcuni punti e l’acqua ha lambito il ponte su via Bagni Nuova. Invasi dall’acqua i casoni della Quarantia e di Marina Nova. Queste le conseguenze della mareggiata che ieri mattina ha investito il litorale.
Un fenomeno che a Monfalcone non si ripeteva da almeno vent’anni. Il mare ha raggiunto un livello di un metro e 70 centimetri sopra la media. Alle 10, quando l’alta marea ha toccato il massimo picco di 40 centimetri, il mare sospinto dal vento di scirocco e dall’abbondanza di scarichi dai canali a causa della pioggia, si è alzato fino a sommergere i punti più bassi. La banchina del porticciolo Nazario Sauro, solitamente utilizzata come parcheggio da decine di cittadini, è stata completamente invasa dall’acqua con le imbarcazioni a livello stradale.
A metà della mattinata l’accesso è stato bloccato con transenne dai tecnici del Comune. Allagati tutti i tre chilometri della passeggiata lungo il canale Valentinis. Al lavoro, per tutta la giornata, decine di squadre tra vigili del fuoco, Protezione civile, carabinieri e Polizia. Decine anche gli scantinati allagati, soprattutto nella zona ai piedi del Carso a Ronchi, con i proprietari costretti a chiedere aiuto. Uno stato di reale emergenza.
Ma sono state le spiagge le più colpite: il mare le ha ricoperte raggiungendo l’argine. A Marina Julia l’acqua è scesa addirittura lungo la scalinata di accesso. Danni ingenti ai quattro chioschi (uno da un anno non viene utilizzato) all’interno dei quali c’erano tutte le attrezzature da bar, il Numer One, il Surf Bar e l’altro tra i due, che si sono ritrovati con mezzo metro d’acqua all’interno.
Disperazione dei gestori delle concessioni, già colpiti dall’inquinamento marino della scorsa estate, dal mancano ripascimento del litorale da parte del Comune e del Consorzio industriale e dal forte aumento dei canoni. «Questo è il colpo di grazia», è stato detto. Invasa dall’acqua anche la sede del Windsurfing Marina Julia. Sulla spiaggia si sono depositate tonnellate di nuovi detriti, dopo quelli spiaggiati nelle scorse settimane. I circoli velici, sia nel bacino di Panzano, sia sui canali Locovaz e Tavoloni, hanno avuto le banchine completamente ricoperte dall’acqua con decine di imbarcazioni colate a picco. Allagata la sede dei pescatori sportivi. Sulla darsena alcune barche sono finite sul fondo. Alla Lega Navale è stato sommerso anche il nuovo pontile. Darsena sott’acqua anche alla Canottieri Timavo.
Alla prestigiosa Società vela Oscar Cosulich, nel bacino di Panzano, le banchine non erano visibili. Impossibile raggiungere senza rischi le imbarcazioni. Problemi anche per il Polo nautico sul canale Est-Ovest. Per tutta la mattinata la spiaggia di Marina Nova e il Centro velico Hannibal non erano raggiungibili: il mare, rotto l’argine, ha invaso la strada che dal canale del Brancolo porta all’Isola dei Bagni formando una sorta di lago con la vicina zona umida. Ma a subire conseguenze gravi è stata anche la costa staranzanese. Danni ingenti allo stabilimento balneare del Jeko Bay, teatro delle serate estive del Monfalconese. Il mare, spinto dalla marea e dalle raffiche dello scirocco, ha raggiunto l’argine e la scalinata dell’ingresso alla spiaggia degli Alberoni. Uno spettacolo quasi irreale si è presentato ieri alla Foce dell’Isonzo. Il pericoloso mix libeccio-scirocco-alta marea ha provocato l’allagamento di tutta l’area protetta in dimensioni mai verificate fino a oggi.
La strada che collega il primo argine dell’Isonzo all’isola della Cona è stata coperta da un metro e mezzo di acqua. Il fiume, non riuscendo a scaricare in mare, ha allagato tutta la zona e alcuni campi agricoli. I cinque operatori dell’oasi protetta dell’Isola della Cona, nella mattinata di ieri, hanno dovuto lasciare la propria jeep sulla provinciale Monfalcone-Grado e hanno proseguito a piedi protetti da mute e stivaloni. Solo così sono riusciti a raggiungere il Centro visite, che fortunatamente ha una protezione idraulica con argini alti circa tre metri che consentono di rimanere indenni dai fenomeni dell’acqua alta. Nel pomeriggio, pur calata la marea, la strada è rimasta impraticabile. Fino alla tarda serata di ieri, poi, non era cessato l’allarme neanche nella zona dei casoni della Quarantia. «Impossibile avvicinarsi – ha affermato Mario Carraretto del direttivo dell’associazione –; i danni sono tanti e credo per accertare la reale portata dei danni dovremo attendere fino a domani quando si ritirerà l’acqua».
Difficile al momento il calcolo dei danni. Per effettuare una stima bisognerà attendere il ritiro dell’acqua e una stabilizzazione della situazione. Molti privati, già colpiti dal fortunale che si era abbattuto sulla costa nello scorso mese di agosto, stanno ancora attendendo il rimborso dei danni. In quell’occasione, alla fine, il maltempo era costato quasi tre milioni di euro alla città tra danni a beni pubblici e beni privati.
«Il via libera deve arrivare dalla Regione che ha ricevuto i fondi dallo Stato – spiega l’assessore comunale Massimo Schiavo –. E comunque, anche per i danni derivanti dall’attuale maltempo, la procedura sarà quella di considerare nell’ordine beni immobili del patrimonio pubblico, delle attività produttive e poi dei privati. Naturalmente, se non sono già coperti da qualche tipo di assicurazione».
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