SICUREZZA STRADALE E ALCOL

Con l'approvazione definitiva da parte del Parlamento delle modifiche al codice della strada, sono state introdotte importanti novità in merito alla vendita ed alla somministrazione di bevande alcoliche.
Per un approfondimento delle novità introdotte potete leggere la circolare dell'Ascom Monfalcone.
Rassegna Stampa 20/05/2008

NO ALLA NUOVA SEDE PROPOSTA DAL COMUNE

Negozianti e clienti di piazza Cavour bocciano il trasferimento del mercato

(Il Piccolo 20/05/2008)

«Non se ne parla neanche». Pur se al momento si tratta soltanto di un’ipotesi, la proposta di spostare il mercato ortofrutticolo in piazza Falcone e Borsellino raccoglie subito la netta bocciatura dei diretti interessati, ovvero dei commercianti e dei fruitori. «Non ci hanno nemmeno interpellato – hanno protestato ieri mattina gli esercenti - e ciò ci infastidisce oltremodo: sebbene al momento si tratti di un’idea, gli amministratori avrebbero comunque dovuto convocarci prima di parlare. Paghiamo un sacco di soldi per l’affitto dei locali, quindi abbiamo il diritto di conoscere ogni progetto che riguarda la nostra attività». Altro punto contrastato – stavolta dai cittadini - i soldi spesi negli ultimi anni per il restyling dell’edificio di piazza Cavour, sede appunto del mercato ortofrutticolo: «Si è investito un sacco di soldi per rinnovare gli spazi: ora spostare il servizio sarebbe un controsenso. Non vorranno mica fare un'altra galleria d’arte contemporanea?». La preoccupazione dei venditori deriva in primo luogo dal fatto che l’area di piazza Falcone e Borsellino è ritenuta meno commercialmente appetibile rispetto all’attuale. Gli stand di frutta e verdura, infatti, hanno oggi un bacino di clientela consistente, data la prossimità con le vie 25 Aprile, don Fanin e Duca d’Aosta: tutte zone ad alta densità abitativa. Non solo: piazza Falcone e Borsellino si colloca in un’area fondamentalmente pedonale, quindi come farebbero i fornitori a portare la merce ai commercianti? Per tutti questi motivi, benché lo spostamento del mercato ortofrutticolo sia una semplice proposta avanzata all’interno del più articolato studio sulla riqualificazione del centro commissionato dal Comune a un esperto, l’ipotesi viene dunque stroncata. «Perché mai me ne dovrei andare io, da qui, quando la mamma di mia suocera, la madre di mio marito e io stessa ci abbiamo lavorato per decenni e decenni? – chiede Antonia Zoff, 68 anni, una delle venditrici di frutta e verdura più anziane del gruppo –. Che mandino gli ambulanti cinesi, in piazza Falcone e Borsellino! Sia ben chiaro: io non mi sposto da nessuna altra parte». «Non è una grande idea – concorda Laura Bertogna – e, inoltre, nessuno ci ha interpellato per chiedere cosa ne pensiamo». Pure i cittadini sono contrari: «Sinceramente – dice Luisa Fabris – a me sta bene che il mercato rimanga qui perché è più comodo per il parcheggio e per la posizione: faccio meno fatica a fare la spesa». «Preferisco l’attuale posizione – sostiene Maria Paola Zanutta del bancone di frutta e verdura – anche perché è più facile da raggiungere per la clientela anziana». «Io desidero restare qui – spiega un’altra commerciante del mercato ortofrutticolo, Palmira Bernobic –: siamo tutti venditori di una certa età e siamo qui praticamente da una vita: lo spostamento implicherebbe troppi disagi». «Ma perché lo devono trasferire? Qui è comodissimo», afferma un cliente, Francesco Lupo. «Questo mercatino è un vero e proprio punto di riferimento, con alle spalle una tradizione storica e consolidata – chiarisce il pescivendolo Adriano Solidoro – e non ha senso spostarlo. E poi piazza Falcone e Borsellino si trova inserita in una zona pedonale: come facciamo coi fornitori e col rifornimento della merce. Questa di piazza Cavour è una zona commercialmente più appetibile». «Se proprio vogliono rendere più viva quell’area, anziché trasferire il mercato potrebbero creare un piccolo teatrino per i bambini: le famiglie lo apprezzerebbero molto, perché piazza Falcone è interdetta al transito veicolare – conclude un cliente, Franco Splendido –. Lo so per certo: ho dei nipotini e spesso parlo coi genitori dei loro amichetti. Sarebbe utile usare quello spiazzo per far giocare i piccoli».

Tiziana Carpinelli

 

Il Cantiere raccontato da 1400 alunni

In mostra i lavori scaturiti da un progetto che ha coinvolto numerose scuole cittadine

(Il Piccolo 20/05/2008)

Il centenario del cantiere navale non è diventato solo l'occasione di esplorare la produzione artistica legata alla sua presenza a Monfalcone o di entrare nello stabilimento, grazie alla mostra allestita da Fincantieri. Il centenario si è trasformato davvero, com'era del resto nelle intenzioni dell'amministrazione comunale, in un catalizzatore di ricordi e di una storia sommersa presente in modo diffuso nel tessuto cittadino grazie al percorso avviato nelle scuole monfalconesi, dalle materne alle superiori, e guidato dallo staff coordinato dallo storico Giulio Mellinato. «Vivere di cantiere-I mestieri e la formazione della comunità», promosso dal Comune e dal Consorzio culturale del Monfalconese, ha coinvolto oltre 1400 tra bambini delle materne e delle elementari, alunni delle due scuole medie e gli studenti dell'istituto professionale, del liceo Buonarroti e dell'istituto tecnico commerciale e industriale di Staranzano (14 scuole per 70 classi). Un'esperienza durata tutto un anno scolastico che ora si è tradotta in una mostra che sarà inaugurata giovedì, alle 11, nella struttura circolare del mercato coperto di via della Resistenza, dove poi rimarrà aperta fino al 2 giugno, dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.
«Questo percorso dà seguito all'attività dell'amministrazione comunale - ha spiegato ieri l'assessore alla Cultura, Gianluca Trivigno, presentando l'iniziativa - il cui compito non è quello di promuovere un marchio o un prodotto, ma di riflettere sulla storia della città e della comunità, facendo emergenre in questo caso una sorta di memoria collettiva dal basso. Credo che questo percorso possa farci fare fra l'altro un salto avanti rispetto alle semplificazioni che spesso si fanno a Monfalcone, dividendo le azioni in filo o anticantiere». A parlare attraverso la voce dei bambini o l'analisi storica più approfondita ancora in corso al liceo Buonarroti o all'istituto tecnico sono invece i ricordi di nonni, genitori, vicini di casa. «Non ho in pratica trovato nessuno tra i bambini degli ultimi anni delle elementari - ha detto ieri Mellinato - che non sapesse cos'è il cantiere». In una prima fase il percorso si è tradotto in incontri di formazione per gli insegnanti, con l'intervento di esperti esterni, con la consegna di un kit didattico e la presentazione di un sito dedicato alle scuole e di un blog attivato per facilitare le comunicazioni tra gli insegnanti e il gruppo di lavoro. Durante l'anno il gruppo di lavoro ha continuato a svolgere incontri con gli insegnanti e con gli studenti, seguendo l'andamento dei lavori. Nelle classi gli insegnanti hanno poi utilizzato il materiale fornito e altro raccolto durante le lezioni facendo interagire i ragazzi con la storia di Monfalcone, anche attraverso la presentazione delle memorie di genitori e nonni. Ogni insegnante e ogni classe ha poi deciso quale strada intraprendere e quali materiali produrre. I risultati, secondo Mellinato, sono stati superiori alle aspettative, anche perché sono stati affiancati da una produzione teatrale (come quella della scuola media Giacich, al teatro Comunale stasera) e dalla partecipazione a premi e concorsi scolastici, dove sono stati ottenuti premi per l'alta qualità del lavoro svolto. Da molti lavori emerge comunque la doppia faccia del progresso: aumento dei redditi e delle opportunità, ma anche di pratiche che possono finire per «schiacciare» l'individuo.

Laura Blasich

 

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