Ascom all’attacco: sconti e promozioni anticrisi
I nuovi insediamenti previsti a Ronchi e a Villesse e l’ampliamento dell’Emisfero costringono il settore ad adottare provvedimenti - La categoria decisa a elaborare un piano comune per fronteggiare l’espansione dei centri commerciali
(Il Piccolo 06/03/2008)
Il 2008 è un anno difficile per il commercio monfalconese. Con l’onda d’urto della grande distribuzione rappresentata dalla nascita del vasto insediamento, a Ronchi, delle Sorelle Ramonda, ma anche, nei pressi di Villesse, dall’arrivo della Città dell’outlet. A cui si aggiunge altresì l’ampliamento del centro commerciale Emisfero. Un’offensiva in grande stile.
Alla quale la categoria intende prepararsi adeguatamente. Parola d’ordine è «fare squadra». Mettendo in campo le contromisure, per difendere l’autonomia e, per certi versi, anche la sopravvivenza della piccola distribuzione. Ma quello che lanciano i commercianti non è un grido d’allarme fine a se stesso. Vuole essere, piuttosto, una rinnovata consapevolezza dei nuovi scenari che stanno cambiando la struttura del commercio anche nel mandamento. Consci dei problemi che questa trasformazione comporta, ma non per questo rassegnati a subirne solo i contraccolpi. È in questi termini propositivi, volti a mettere a punto soluzioni e idee innovative, che il comparto si pone per affrontare il futuro, pur sapendo che la strada non è nè facile, nè di rapido compimento. La categoria si sta muovendo. Il Gruppo giovani imprenditori, presieduto da Gianpaolo Pelucchetti, ha organizzato questa sera, alle 20.30, un incontro, nella sede Ascom, invitando gli associati a partecipare per un ampio confronto. Cogliendo suggerimenti, consigli, idee e quant’altro per far fronte alla necessità di rilanciare il piccolo commercio. Perchè il trend, come ha riferito lo stesso presidente dell’Ascom, Glauco Boscarolli, evidenzia da tempo la situazione nel mandamento: negli ultimi di 2-3 anni le perdite si sono tradotte in una percentuale dell’1,7-1,8%, a fronte di 20-25 attività in meno all’anno. Non solo. La densità dei centri commerciali, sostiene Boscarolli, a Monfalcone è la più alta in assoluto, ripetto alla regione, alla provincia e allo stesso mandamento. Serve pertanto un’iniezione di vitalità per invertire o quantomeno fermare la flessione. Non ha caso, in questi giorni il presidente dell’Ascom ha proposto al Comune un tavolo di concertazione per venire incontro al settore anche dal punto di vista delle tassazioni. Il presidente ricorda altresì il valore del progetto dei Centri integrati di via, pur evidenziando come «è un processo lungo, che ha bisogno di studi specifici e approfonditi».
Si sta lavorando, dice, assieme anche all’amministrazione, sia in sede di giunta esecutiva dell’Ascom, che con i Giovani imprenditori. Per questi progetti l’Ascom si giova della collaborazione di professionisti indipendenti, urbanisti, architetti e consulenti dei piani del commercio, avvalendosi pure delle positive esperienze già in atto in altre regioni. «Si tratta di prendere atto di un trend da tempo negativo - osserva Boscarolli - e di analizzare i ”temporali” che stanno arrivando per mettere a punto linee d’intervento volte a fermare questa potenziale crisi. È un lavoro che richiede preparazione, ma anche fiducia e adesione da parte dei commercianti, mantenendo altresì la collaborazione con le amministrazioni pubbliche, in primis il Comune». Il Civ, spiega, riguarderà la città dall’Anconetta a viale San Marco. È un progetto ambizioso e articolato, per il quale il presidente auspica un primo decollo entro il 2009. Nel frattempo, propone altre azioni. Le sue, precisa, sono idee che intende presentare in seno all’associazione coinvolgendo pure gli enti preposti, compresa la Camera di commercio e la stessa amministrazione. Da qui, dunque, l’idea di mettere in campo la «moneta commerciale», un sistema che in Italia ha dimostrato di funzionare. «Si tratta di sconti che il commerciante consegna sotto forma di ”buoni monete” spendibili nell’ambito di un circuito di negozi convenzionati». Un progetto che potrebbe venire sperimentato sia nel mandamento, tra più Comuni, sia in città, magari per fine anno. Intanto l’Ascom chiama a raccolta gli associati per «fare squadra», abbandonando la logica delle lacrime, per rimboccarsi invece le maniche. Perchè il settore ce la può fare.
«È importante consolidare la collaborazione. In questi momenti - spiega Gianpaolo Pelucchetti - bisogna essere coesi e avere la volontà, che significa anche rischiare, di promuovere le nostre attività e il nostro territorio per attrarre maggiori clienti e allargare il giro d’affari». Ma come affrontare l’«impatto» con la grande distribuzione? «Ci stiamo lavorando e l’incontro ha lo scopo di capire come muoversi meglio - spiega Pelucchetti -. Ritengo tuttavia inutile instaurare una battaglia aperta con i grandi centri, puntando piuttosto a una sorta di desistenza, non tanto sui prodotti quanto sui metodi di fare commercio. Magari, ad esempio, diversificando la promozione. Il commercio va svegliato, si deve cambiare mentalità. Per questo non ha senso lamentarsi. Bisogna rimboccarsi le maniche e fare anche autocritica». Il commercio cittadino e mandamentale è chiamato, insomma, a fare la sua parte. Investendo di più, in una logica di insieme. Rinnovando possibilmente anche l’immagine del proprio negozio. «Bisogna mettere da parte le paure e affrontare la situazione con rinnovato coraggio».
Laura Borsani
«Noi piccoli alimentaristi destinati a scomparire»
(Il Piccolo 06/03/2008)
I piccoli negozi di alimentari in centro e nella periferia sono in piena crisi e sull’orlo della chiusura. Si sentono soffocati nella morsa dei centri commerciali sparsi a Monfalcone e mandamento. La spirale dell’aumento dei prezzi si sta rivelando l’ennesima mazzata, contro la quale si cerca di reagire per rimediare il crollo delle vendite e la perdita dei clienti. È demoralizzata Enza Sannino titolare de «La Botteghella» in viale San Marco, perchè nonostante il suo impegno per portare avanti il lavoro fra mille difficoltà, non riesce a intravedere una soluzione immediata. Dice che è impossibile battere i prezzi concorrenziali dei supermarket, in quanto più competitivi perché comprano in grande quantità riuscendo a fare un prezzo inferiore. «Ma dov’è finita la gente? – dice con un sorriso genuino mentre serve una cliente – Sicuramente in qualche centro commerciale nei dintorni perché ce ne sono tanti e continuano a nascere come funghi. È la classica lotta dei pesci grandi che mangiano i più piccoli. Oramai a Monfalcone siamo rimasti in pochi e viviamo purtroppo alla giornata, sperando di tenere sempre attaccata la nostra clientela. Penso che Comune e Ascom debbano fare qualcosa e subito, altrimenti i piccoli negozianti dovranno chiudere. Già ci sono molte saracinesche abbassate. Devono inventare qualcosa per portare in centro la gente». Anche in periferia le cose non cambiano. Nel negozio di alimentari a Panzano di fronte al cantiere, si «sopravvive» soprattutto perché il titolare Mario C. confeziona i panini per gli operai che non mangiano nella mensa della Fincantieri. «Il resto della clientela – ha affermato - fa parte della schiera delle amicizie o di quelli che abitano in questa zona e non vogliono andare nei centri commerciali. Altrimenti avremmo già chiuso». In piazzetta Cavour della zona pedonale del centro, il negozio di alimentari «Drioli e Chicco», da 70 anni sul mercato, per andare avanti è stato «costretto» a cambiare la filosofia di vendita. Ha operato, cioè un’affiliazione a una catena di supermercati a livello nazionale per competere sul mercato. «Abbiamo rilevato questo negozio 20 anni fa da nostro zio – afferma Roberto Drioli – e nel 2005 abbiamo deciso, per non scomparire, di sperimentare l’affiliazione a un grande gruppo. Così possiamo competere con le offerte speciali e portare anche le spese a domicilio».
Ciro Vitiello
Centenario del Cantiere con musica e 6 mostre in simultanea
Le manifestazioni saranno aperte il 28 marzo dal concerto in piazza della grande banda della Marina Militare - Il 3 aprile giornata-clou con il via alle rassegne su Timmel e Marangoni
(Il Piccolo 06/03/2008)
Tra meno di un mese ormai a Monfalcone si dischiuderà il cuore delle celebrazioni del centenario del cantiere navale. Tutte le principali iniziative espositive organizzate dal Comune con il Consorzio culturale e da Fincantieri saranno aperte il 3 aprile, data in cui nel 1908 si riunì per la prima volta l’assemblea dei soci dell’attività industriale fondata dalla famiglia lussignana dei Cosulich. L’amministrazione locale sta però lavorando a un prologo ideale di questi appuntamenti. Il 28 marzo piazza della Repubblica, salvo maltempo, che costringerebbe a trasferire l’evento in teatro, sarà cornice del concerto della banda della Marina militare, composta da 50 elementi.
L’ente locale continua poi a essere impegnato nell’allestimento in piazza di un elemento decorativo, che ricordi e sottolinei il centenario del cantiere navale. Non si tratterà, comunque, del bulbo o dell’elica della Carnival Dream, la più grande passeggeri finora commissionata a Fincantieri in costruzione a Panzano. Potrebbe trattarsi di una struttura creata ad hoc, anche se l’amministrazione non vuole più sbilanciarsi, nonostante in questi giorni siano proseguiti gli incontri con la stessa Fincantieri. È certo, invece, che il 3 aprile in città saranno aperte al pubblico 3 mostre di rilievo, che consentiranno di comprendere meglio cos’erano e cosa sono il cantiere navale e il rione operaio che i Cosulich vollero costruire. Il 3 aprile sarà inaugurata nella galleria d’arte ontemporanea di piazza Cavour l’esposizione «Vito Timmel. Il Teatro di Panzano», che rimarrà aperta fino al 15 giugno, dando modo di vedere per la prima volta le 12 tele del pittore viennese che decoravano il teatro, andato distrutto nei bombardamenti alleati della seconda Guerra mondiale. Le tele sono state oggetto di restauro a cura del Consorzio culturale, grazie anche ai fondi ricevuti dalla Fondazione CariGo. Sempre nella galleria d’arte contemporanea e sempre a cura di Comune e Ccm, il 3 aprile sarà aperta anche un’altra mostra, «Tranquillo Marangoni. Un artista in cantiere», dedicata all’incisore di fama internazionale, la cui produzione è stata per anni legata alla decorazione degli interni delle navi da crociera costruite nel cantiere navale.
L’esposizione rimarrà aperta anche in questo caso fino alla metà di giugno. A completare il quadro delle iniziative promosse dall’ente locale c’è infine «I Cosulich. Una storia per immagini», aperta dal 3 aprile nel palazzetto veneto di via Sant’Ambrogio. Con il materiale degli archivi Cosulich la mostra ricostruisce la storia della famiglia imprenditoriale, i primi insediamenti lussiniani, i viaggi, la vita sui velieri, il trasferimento dell’attività a Monfalcone con la costruzione delle prime navi. A partire dallo stesso giorno sarà visitabile anche la grande mostra allestita da Fincantieri nello stabilimento la cui visita completa quella dell’esposizione. La mostra «100 anni di navi a Monfalcone», che sarà aperta fino al 30 giugno, ripercorre i principali traguardi produttivi raggiunti dal cantiere e dalle sue maestranze dalla nascita all’attuale realizzazione di navi da crociera. Il 4 aprile sarà infine inaugurata «Impronte d’acqua. Trasformazione del territorio e uso delle acque» a cura del Consorzio di bonifica nella sala Antiche Mura di via Fratelli Rosselli e il 5 aprile «Le cartoline raccontano il cantiere 1908-2008» nel palaveneto a cura del Comune in collaborazione con il Circolo filatelico e numismatico monfalconese.
L’alcol-test al bar promosso dai giovani
Convenzione tra Ascom, Fipe e una ditta per dotare i locali della notte di apparecchiature utilizzabili dai clienti - In alcuni locali l’iniziativa è già partita: «Può evitare conseguenze molto gravi»
(Il Piccolo 06/03/2008)
Diffidenza e un po’ pessimismo accompagnano l’imminente comparsa dell’alcol test nei locali di Monfalcone. L’iniziativa, tuttavia, è giudicata lodevole, degna della massima attenzione perchè basata sulla prevenzione, non quindi sulla repressione, e sul rispetto della privacy. Ci sono dubbi che il sistema possa funzionare come deterrente, perché il controllo è volontario e perché il test, anche se costa poco, bisognerà comunque pagarselo di tasca propria.
L’alcoltest fai-da-te verrà presentato domani nella sede dell’Ascom di via Grado e sarà a disposizione grazie alla convenzione firmata tra Fipe, Ascom e la ditta che produce gli etilometri omologati, professionali e ad alta precisione, installati su richiesta e in comodato d’uso e gratuito. «Noi abbiamo già uno strumento che si chiama “alcolino” e la misurazione è gratuita – spiega Elena che gestisce assieme a Paolo e Barbara il bar Da Deo – e lo mettiamo sempre a disposizione di sera tra i giovani. Credo che il nuovo strumento non sia ben accetto». «Sta ai giovani – dice Katia Pilon – prendere sul serio l’iniziativa perché quando si fa festa si beve qualcosa in più, è meglio controllare il proprio stato fisico prima di sfidare l’etilometro delle forze dell’ordine». «Sono d’accordo su questi controlli volontari – afferma Emanuele Vallecchi – anche perché a Monfalcone siamo tartassati. Al sabato sera su tutte le strade ci sono pattuglie. E se hai bevuto un bicchiere non la passi liscia. Non trovo giusto che se bevi un bicchiere, sei già fuorilegge. E le conseguenze le sappiamo tutti: ritiro e perdita dei punti sulla patente, megamulte. Per questo motivo, quando vado fuori in compagnia non bevo niente». Anche l’ex campione di pugilato Stefano Zoff spezza una lancia a favore dell’alcoltest. «È giusto – afferma – che quando si frequentano i locali di sera bisogna fare attenzione a quanto si beve per l’incolumità propria e di quella degli altri. Chiunque si può controllare e decidere cosa fare». «È un invito a non rovinarsi la serata – ricorda Lara Gregorin – prima che avvengano situazioni disastrose come leggiamo sui giornali o vediamo in tv. Parlo per esperienza personale perché alla vigilia di Natale un ubriaco è andato a sbattere contro la mia macchina in sosta provocando un danno di seimila euro. Proprio un bel regalo sotto l’albero». «Sono favorevole all’utilizzo dell’alcoltest – sostiene Claudia Mainardi – perché credo che noi giovani dovremmo capire che per divertirsi non serve riempirsi per forza di alcol, droga o altro. Pertanto l’obiettivo non è il bere ma stare in compagnia. Benvengano questi controlli nei locali, anche se volontari». «La vita non ha prezzo – ribadisce Tina Esposito - e non merita gettarla via in questo modo anche perché oltre a provocare danni a se stessi, nella maggior parte dei casi spesso la pagano anche gli innocenti». Christian Burazzini, di «Sei come sei» di corso del Popolo, che specie nel fine settimana ospita tanti giovani e già da tempo ha preso provvedimenti. «Sul bancone – dice – è disponibile un cestino che contiene confezioni “alcoltest” usa e getta. Li vendo a prezzo di costo 1,90 euro. Pochissimi li usano e me ne dispiace. Speriamo che funzioni questo macchinario e che la misurazione costi ancora di meno. Forse dovrebbe essere considerato dai giovani come un diversivo e non come un obbligo. Anche se, purtroppo, è in gioco la vita degli altri». «La sistemazione nei piano-bar dell’alcolimetro – afferma Angela Saluci – sarà utile. Sarebbe auspicabile nei primi tempi, tuttavia, far conoscere ai ragazzi l’importanza di questa iniziativa e i vantaggi. Altrimenti lo strumento diventa un semplice oggetto».
Ciro Vitiello
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