Rassegna Stampa 05/03/2008

Nuovi sensi unici e semafori intelligenti in centro

Stanno per essere introdotte modifiche alla viabilità per favorire un accesso più rapido a corso del Popolo dalla periferia Ovest - In via Plinio e via Mazzini cambierà la direzione di marcia, impianti sincronizzati in viale San Marco

(Il Piccolo 05/03/2008)

Tra un paio di mesi la viabilità di una fetta del centro, sempre quella compresa tra piazza Cavour e via Parini, subirà una nuova modifica. A imporla sarà l’inversione del senso unico di via Plinio, con conseguente semaforizzazione dell’incrocio tra la strada, via San Francesco, salita alla Rocca e via Colleoni. Bloccato di fatto l’accesso a via Oberdan e quindi a via Duca d’Aosta attraverso via Plinio, dovrà essere invertito il senso unico in via Mazzini.
Che diventerà in direzione di via San Francesco. I residenti, ma non solo, dovranno quindi fare i conti con un nuovo cambiamento dei sensi unici della zona, dopo che l'attuale assetto della viabilità era stato ormai ben «digerito». Un processo che ha richiesto tempo, visto il numero di automobilisti provenienti da via 25 Aprile che per mesi ha continuato a imboccare contromano via Mazzini. Via Oberdan resterà invece a doppio senso per garantire l’imbocco del nuovo senso unico di via Plinio, deciso dal Comune per rendere soprattutto più facilmente accessibile il parcheggio libero e a pagamento, ma anche di raggiungere via Duca d’Aosta. «Ci sono comunque ancora delle verifiche da effettuare - spiega l’assessore all’Urbanistica, Massimo Schiavo - per poi definire la viabilità della zona nel suo insieme». Le modifiche saranno comunque attuate non prima di due mesi, perché la semaforizzazione dell’incrocio tra via Plinio e via San Francesco è ancora in fase di progettazione, anche se è già stato avviato l’ordine per la fornitura dei materiali. «I semafori dovranno essere collocati in tutte le quattro vie che afferiscono all’incrocio - spiega l’assessore ai Servizi tecnici, Andrea Montagnani -, con un costo che si aggira sui 30mila euro».
Saranno inoltre sistemati dei display luminosi in via Galilei, prima dell’incrocio con via Mazzini, e in via Parini per segnalare le modifiche della viabilità e la chiusura di corso del Popolo del mercoledì. Non sono gli unici interventi sulla rete semaforica che l’ente locale effettuerà nel corso di quest’anno per svecchiarla e, soprattutto, renderla sincronizzata. «Dopo i lavori in via Plinio, sostituiremo gli impianti, obsoleti degli incroci di viale San Marco con via Matteotti e via Bixio - afferma Montagnani -, ”agganciandoli” all’impianto che regola il traffico tra la circonvallazione e i viali per quel che riguarda la sincronizzazione».
Seguirà la sostituzione dell’impianto di viale Verdi-via 9 Giugno che, però, come sottolinea Montagnani, dovrà tener conto di quanto accade appena oltre il ponte sul de’ Dottori, dove è posizionato l’incrocio tra via Cosulich, via Rossini e via Ponziana. Uno snodo su cui dovrebbe intervenire il nuovo Piano urbano del traffico, che ad aprile dovrebbe essere presentato ufficialmente alla città. È certo, invece, che il Put non metterà mano all’inversione degli attuali sensi unici di via Fratelli Rosselli - via Duca d?Aosta e di via Garibaldi - via Bixio, la cui intersezione con via Roma potrebbe invece essere semplificata dall’introduzione di una rotatoria. Modifiche sono in vista nell’area dell’Anconetta, visto che l’obiettivo rimane quello di eliminare il semaforo che ora regola la svolta in via Terenziana. «Quando sarà attuato il piano dell’ex ospedale con lo sfondamento di via Rossini - aveva spiegato l’assessore Schiavo -, sarà il momento giusto per riorganizzare la viabilità e cancellare il doppio senso di marcia nell’ultimo tratto di via Terenziana, eliminando la svolta a sinistra dall’Anconetta». L’utilizzo di una circolazione obbligata dovrebbe essere anche il modo con cui si mettere in sicurezza l’incrocio tra via Primo Maggio, via Aquileia e via Aris, visto che un eventuale semaforo sarebbe troppo vicino a quello tra via Primo maggio e via 4 Novembre. Le direttrici che l’amministrazione ha indicato alla progettista del Put, l’ingegnere Fiorella Honsell, sono comunque ben definite. Si tratta del miglioramento della vivibilità del centro, ma anche della creazione di connessioni adeguate tra la zona settentrionale e quella meridionale della città, separate in qualche modo dal canale De’ Dottori (oltre che, ancora più a sud, dalla ferrovia Fincantieri).

Laura Blasich

 

Terme inquinate solo da infiltrazioni

Secondo i primi test le acque della fonte non risultano contaminate se isolate dallo strato superficiale del terreno

(Il Piccolo 05/03/2008)

L’acqua delle Terme romane non è inquinata, se isolata dallo strato più superficiale del terreno in cui sgorga la fonte, nota da un paio di millenni. Lo hanno dimostrato le verifiche effettuate dal Consorzio per lo sviluppo industriale, inserendo un diaframma in grado di isolare la fonte dagli strati più superficiali del terreno. La prima prova ha avuto un esito favorevole, come spiega il direttore del Csim, Gianpaolo Fontana, e un secondo monitoraggio sarà effettuato venerdì. I campioni d’acqua saranno poi analizzati da un laboratorio accreditato del Veneto, che segue la metodologia impiegata dall’Arpa del Veneto. Le verifiche stanno di fatto dimostrando che la fonte termale non è inquinata, se l’acqua viene captata in profondità e non entra in contatto con gli strati di un terreno a lungo usato come discarica, autorizzata o meno, e che può risentire dei problemi della rete fognaria della zona.
Il Csim aveva comunque già effettuato delle analisi e per questo stava lavorando sull’ipotesi di incamiciatura del pozzo esistente attraverso la realizzazione di un diaframma plastico. Secondo il Consorzio industriale, ora si tratta solo di capire quale delle due soluzioni sia la meno costosa, oltre che la più efficace. «Le cause di inquinamento - afferma Fontana - stanno con tutta probabilità in un mix di fattori che andranno eliminati». Resta quindi una priorità la terebrazione di un nuovo pozzo, un compito che l’amministrazione comunale ha sempre affidato al Consorzio industriale, prevedendo un impegno di spesa di 51.600 euro. La convenzione tra i due enti non è stata ancora sottoscritta, ma il Csim conta di poter avviare tra alcuni mesi la perforazione del nuovo pozzo, che potrebbe essere utile anche a migliorare la qualità della portata della fonte di cui il Comune aveva avviato la certificazione per usi sanitari. Per ottenerla l’acqua deve però rispettare la normativa sulle acque minerali, visto che una specifica sulle acque termali in effetti non esiste. Per salvare il progetto Terme romane, un’operazione da 55 milioni di euro in parte già avviata, sarà comunque necessario intervenire anche sulla rete fognaria. L’inquinamento delle acque termali, in base alle analisi effettuate, benchè superficiale, è di origine biologica. In sostanza, è provocato dalla presenza di coliformi e streptococchi. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto, che del Progetto Terme ha fatto uno dei cardini del suo programma, ha ribadito di ritenere il problema superabile. Il Consorzio industriale intanto nel corso di questa settimana o della prossima presenterà ufficialmente in Provincia, deputata a rilasciare l’autorizzazione dell’intervento, il progetto dell’impianto necessario a trattare il terreno dell’area delle Terme romane, usata negli anni come discarica di rifiuti solidi urbana e delle ceneri della centrale termoelettrica, oltre che di ingombranti. Il Csim ha selezionato due progetti, quello di una società veneta e quello di una società friulana. Sta invece proseguendo il recupero della palazzina storica, progettato dall’architetto Maurizio Brufatto, del costo di 1,6 milioni di euro. La conclusione dei lavori di recupero al grezzo della palazzina costruita alla fine degli anni ’30 dello scorso secolo è prevista per la tarda primavera.
All’allestimento dovrà pensarci il soggetto privato che il Comune sta cercando di coinvolgere attraverso lo strumento del project financing. Un’operazione che l’ente locale per ora è riuscito a tenere slegata dalla certificazione della fonte a fini terapeutici.

la. bl.

 

Alcoltest nei locali riservati ai conducenti per verificare se sono in grado di guidare

(Il Piccolo 05/03/2008)

L’alcoltest? Prima di vererselo imposto dagli agenti della Polstrada o dai carabinieri, i monfalconesi potranno effettuarlo direttamente nel locale in cui stanno passando la serata, prima di mettersi al volante. La sua presentazione dell’iniziativa è prevista per venerdì, nella sede dell’Ascom in via Grado. E, dalla prossima settimana, l’alcolimetro farà la sua comparsa nei locali di Monfalcone, grazie alla firma di una convenzione tra Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) e la ditta produttrice, con la collaborazione dell’Ascom. E si spera che in breve l’alcolimetro possa diventare una presenza costante tra i locali di Monfalcone.
Il progetto, tendente alla prevenzione, è stato voluto e organizzato dai pubblici esercizi e dall’Associazione dei commercianti che si sono impegnati per dotare i locali cittadini che ne faranno richiesta di uno di questi strumenti, atti a far controllare il livello di alcol nel sangue prima di mettersi alla guida.
La Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) ha appena varato un accordo con una ditta produttrice di Caorle, la Ltj Group, per l’installazione di etilometri professionali omologati ad alta precisione. Istallazione che sarà effettuata su richiesta, solo nei locali che lo vorranno, ma che risulterà per loro particolarmente conveniente dal momento che il contratto di distribuzione è il comodato d’uso gratuito, e non prevede quindi alcun investimento per il titolare di attività commerciale, che non è costretto ad acquistare il macchinario, e può invece fare affidamento su un mese di prova senza alcuna spesa di impianto né di manutenzione.
Un grande risultato per l’Associazione dei commercianti e dei piccoli esercizi, che in passato avevano molto insistito sulla questione della prevenzione piuttosto che la repressione. Un accordo che è stato preso a livello regionale, ma che a Monfalcone ha particolare importanza in quanto era stata proprio la normativa più restrittiva in materia di consumo di alcol ad aver causato i maggiori problemi ai bar e locali della zona, una volta affollatissimi.
La paura di finire con la patente ritirata o con una multa salata aveva infatti scoraggiato molti gradesi, goriziani e triestini dal muoversi dalle loro città. E i locali cittadini ne avevano risentito non poco. Ecco quindi che si erano mossi per far sì che un rimedio venisse trovato, e si è puntato appunto sulla prevenzione.
Ogni locale cittadino, se lo vorrà, dalle prossime settimane potrà quindi venire dotato di un alcoltest, un apparecchio dotato di una cannuccia monouso nella quale si soffia. L’apparecchio, dopo una breve analisi, è in grado di definire il tasso alcolico indicando se si è in pericolo di ritiro della patente oppure no. Il costo per il cliente è irrisorio (si parla di uno o due euro per la cannuccia), e in cambio l’automobilista avrà la tranquillità di un ritorno a casa senza sorprese.

e. o.

 

Nuovi rincari per pane, latte, formaggio e olio

Sarà ampliato il numero degli esercizi visitati dagli addetti per verificare le variazioni di una trentina di generi di prima necessità - Il bilancio finale dell’iniziativa è previsto alla fine di giugno - Altri tre supermercati cittadini saranno messi presto sotto controllo da Federconsumatori

(Il Piccolo 05/03/2008)

A distanza di tre rilevazioni, il monitoraggio dei prezzi effettuato dalla Federconsumatori con il contributo del Comune di Monfalcone ha riscosso l’interesse dei consumatori e degli stessi supermercati controllati, tanto che si avvicina sempre più l’idea di ampliare ad altre due strutture di grande distribuzione della città, su richiesta dell’Ascom. E il controllo ha avuto anche un’altra conseguenza, molto interessante per i consumatori: il fatto che le varie strutture stanno sempre più attente ai prezzi che praticano sui beni monitorati. Che, infatti, già dalle prime misurazioni si sono capiti essere piuttosto «ballerini», con aumenti anche di dieci centesimi in soli quindici giorni.
Infatti, il progetto prende in considerazione sei centri commerciali del mandamento: Bennet, Cityper, Coop, Ipercoop Gradisca, A&O di Staranzano, Emisfero. L’Ascom però aveva avanzato, nei giorni scorsi, la proposta di ampliare il controllo anche ad altre strutture commerciali del centro città. E così si sta pensando di fare. Le strutture in questione sarebbero i due Despar in via Crociera e via Garibaldi e la Coop di piazza Cavour.
«Purtroppo, ampliare il controllo così come è fatto dai nostri osservatori ci è impossibile, viste le risorse limitate - spiega Federconsumatori -, però stiamo pensando di fare un accordo con le strutture affinché siano loro a comunicarci i prezzi via mail. Noi ci impegneremo a verificarne l'esattezza con controlli campione».
La cosa positiva, secondo Fedeconsumatori, è che le cose si stanno muovendo sempre di più. «Già il fatto che le stesse strutture ci stanno segnalando alcuni aggiustamenti da fare, si interessano al monitoraggio e stanno attente è un fatto positivo». Qualcuno dice che però la nota negativa è il sospetto che gli ipermercati facciano ”cartello” sui prodotti in questione. Anche se la cosa, in fondo, non è così negativa. «Se il cartello si fa abbassando i prezzi, comunque il consumatore ne trae beneficio», spiega l’associazione. Già, perché finora i prezzi indicati hanno dimostrato che gli aumenti ci sono stati, eccome. E alcuni sono veramente significativi. Per esempio la pasta, che è aumentata anche di 8 centesimi passando da 0,66 euro a 0,74, o la baguette, passata da 2,66 a 3, 20 euro, un aumento di 54 centesimi. O ancora il tonno Nostromo, che in certi casi passa da 2.95 a 3,15 euro, 20 centesimi in più. Sono solo alcuni degli esempi che si possono fare, e che dimostrano che, a fronte di alcuni prodotti che certo subiscono variazioni anche in positivo (nel senso che calano di costo) non sono pochi gli aumenti, anche di parecchi centesimi, in poco tempo.
Proprio questa settimana, comunque, Federconsumatori si riunirà per una prima riflessione sull’iniziativa, il cui primo bilancio ufficiale però si terrà fra tre mesi, come previsto dal progetto. Secondo quanto concordato con il Comune, in fatti, dopo tre mesi di monitoraggio sarà fatto un primo punto della situazione, e dopo sei mesi si tireranno le somme dell'esperienza. Ci sono, però, anche dei lati negativi, che la Federconsumatori stessa fa notare. «Ci pare - spiega - che da parte del Comune sia stata data poca importanza alla pubblicizzazione dei dati, come invece era stato promesso di fare».

Elena Orsi

 

Powered By Page_Cache by Ircmaxell
Generated in 0.32360410690308 Seconds