Rassegna Stampa 03/03/2008

Legambiente all'attacco: fuori le auto dal Corso

Il problema dell'ampliamento della zona pedonale al centro dell'assemblea del sodalizio ambientalista cittadino - L'associazione chiede "un atto di coraggio" all'amministrazione che replica: "E' possibile, ma per gradi"

(Il Piccolo 03/03/2008)

Legambiente rilancia. Vuole una città "tarata" sulla qualità della vita. E l'ampliamento della pedonalizzazione a corso del Popolo. L'input è partito in occasione dell'assemblea annuale dell'associazione ambientalista, all'oratorio San Michele. Legambiente si è detta da subito disposta "a sostenere alleanze con l'amministrazione comunale e i settori più avanzati delle associazioni di categoria che hanno mostrato aperture alla possibilità di estendere l'area pedonale".
Torna alla ribalta, dunque, il dibattito, con il corso rimesso al centro dell'attenzione al fine di una sua riconversione nel consegnare la strada a pedoni e ciclisti. Una questione non facile e delicata dovendo pure tener conto delle diverse istanze dei cittadini e delle categorie economiche. Ma anche dell'evidente necessità di garantire un adeguato e calibrato riequilibrio degli assetti viari. Non piace a tutti l'idea di un'isola pedonale allargata rispetto a quella attuale che lascia perplessi soprattutto l'Associazione dei commercianti e lo stesso Comitato del rione centro che temono un ulteriore isolamento della storica strada cittadina, già messa a dura prova dalla prolungata chiusura di piazza della Repubblica per i lavori di riqualificazione. E un'ipotesi, però, alla quale comunque l'amministrazione non chiude tout-court la porta. Mantenendo un'apertura pur legata a un percorso di confronto e di approfondimento. L'assessore comunale all'Urbanistica, Massimo Schiavo, del resto lo sottolinea: "Abbiamo lavorato a fondo nella direzione della pedonalizzazione del centro cittadino. Non abbiamo pertanto paura di affrontare anche un'eventuale estensione del provvedimento a corso del Popolo".
Schiavo poi fa un inciso, a proposito della proposta scaturita da Legambiente: "Ho partecipato - spiega - all'assemblea annuale dell'associazione ambientalista. Ci è stata imputata la mancanza di coraggio. Rispondo invece che di coraggio ne abbiamo avuto, e lo abbiamo ampiamente dimostrato, considerate le importanti e forti scelte portate avanti in questi anni". Dunque corso del Popolo pedonale può rientarre nella rosa delle ipotetiche opzioni per una città più vivibile? Schiavo non esclude l'idea, ma pone altresì le necessarie condizioni.
"Ripeto, non abbiamo paura di ampliare la pedonalizzazione. Ma resta imprescindibile il fatto che la questione dev'essere calata nell'ambito di un ragionamento e di un confronto più ampio e approfondito. Che tenga conto innanzitutto dei flussi veicolari del centro e degli accessi cittadini, con i quali inevitabilmente bisognerebbe fare i conti, proprio al fine di assicurare un equilibrio agli assetti viari di fronte a un'eventuale chiusura del corso".
L'assessore all'Urbanistica sottolinea altresì l'esigenza di sondare e considerare tutte le istanze provenienti dalla città. Dalle categorie economiche, come l'Ascom, ai cittadini tutti, specie in ordine alle provenienze da Ovest. "Vanno analizzati a pieno - continua Schiavo - i movimenti dei flussi veicolari. Siamo di fronte a una città caratterizzata da poche connessioni Est-Ovest. Chiuderne una, evidentemente, significa doversi accostare a un problema rilevante di gestione viaria, per le inevitabili conseguenze che questo provvedimento comporterebbe". Schiavo quindi chiarisce: "Non è un percorso breve, nè facile. Non intendo comunque chiudere il corso del Popolo finchè tutte le condizioni idonee alla sua fattibilità, sia dal punto di vista "strutturale" che sotto il profilo sociale, non saranno ottemperate".
Il tutto, precisa ancora l'assessore, rientrerà nell'ambito della discussione attorno al Piano urbano del traffico che prossimamente sarà posto all'attenzione dei cittadini per la sua revisione. In questo quadro di lavoro ad ampia prospettiva, rientra pure il progetto legato ai Centri integrati di via (Civ), centri commerciali "open air", per i quali, ricorda Schiavo, l'amministrazione sta da tempo lavorando assieme all'Ascom.
"È un progetto che stiamo portando avanti assieme alle categorie economiche - conclude l'assessore - e che va in direzione di una rivitalizzazione del centro cittadino".

la. b.

 

Ma l'Ascom non ci sta: "Così ci rovinate"

Il Comitato di quartiere prende tempo: "Una scelta interessante ma che adesso è ancora inattuabile" 

(Il Piccolo 03/03/2008)

Il Comune di Monfalcone ci sta pensando da qualche tempo sotto le sollecitazioni del mondo ambientalista cittadino: l'ampliamento dell'isola pedonale con la chiusura al traffico di corso del Popolo è un'ipotesi che piace a molti ma che sembra non convincere proprio chi dovrebbe convivere con questa, cioè residenti e negozianti. Monfalcone comunque appare ancora divisa sulla scelta che vede ancora molti incerti sulla soluzione chiesta da Legambiente. Sicuramente contrario, comunque, è il presidente dell'Ascom Glauco Boscarolli, che della pedonalizzazione definitiva di corso del Popolo, non ne vuole nemmeno sentire parlare, rifiutando con forza questa ipotesi: "Se vogliono chiudere il centro e mandare a casa tutti i negozianti lo dicano forte e chiaro - afferma - ma, una volta fatto ciò, si assumano anche la responsabilità di un cuore urbano deserto, totalmente al buio e ostaggio della microcriminalità".
Va detto che, all'ultima indagine svolta tra i commercianti della storica via del teatro, la maggior parte dei titolari di attività aveva manifestato, salvo qualche eccezione, soprattutto perplessità davanti a questa eventualità. Dal canto suo, invece, il comitato rionale del Centro afferma, per bocca della volontaria Adriana Fabris, che "più aree pedonali ci sono meglio è. Tuttavia - aggiunge - allo stato attuale delle cose, essendoci due sole grandi arterie di scorrimento per attraversare la città, mi pare che chiudere il corso equivalga a creare una situazione di potenziale caos. Per questo, al momento, il comitato non è favorevole alla trasformazione della strada che conduce al teatro in isola pedonale. Sarebbe bello e, questo sì, ci piacerebbe, ma non è attualmente fattibile".
Più netta la chiusura dei commercianti. "L'Ascom non vuole la pedonalizzazione del corso del Popolo - rincara Glauco Boscarolli - perché, da un punto di vista strettamente commerciale, il provvedimento non sarebbe affatto utile alla categoria, in quanto impedirebbe l'agevole accesso alle attività. Da cittadino, inoltre, ribadisco l'indispensabilità del mantenimento di una regolare circolazione veicolare su quella strada: altrimenti, il centro risulterebbe completamente isolato dalla zona Est della città. L'amministrazione vorrebbe che il trasporto pubblico locale divenisse per i cittadini il mezzo di transito fondamentale, soprattutto attraverso i minibus che, francamente, io non ho ancora visto in giro. Farebbe bene, invece, a essere più realista e a considerare che, in una città di 28 mila abitanti, le 20mila auto presenti non smetteranno di circolare solo per seguire gli indirizzi dei governanti: non è così che funziona".
Ma Boscarolli cita anche la contingente situazione del commercio del corso: "Le attività sono in grossa difficoltà: da due anni a questa parte, ovvero da quando sono state portate delle significative modifiche all'assetto urbanistico e, in particolare, dalla chiusura del lato farmacia della piazza, si sono riscontrati minori accessi da parte della clientela, per via dell'accessibilità all'area. Una cosa, proprio non la capisco: col denaro pubblico costruiamo collegamenti autostradali e bretelline per favorire l'ingresso alla zona industriale dei mezzi pesanti, allora perché non si possono realizzare infrastrutture tese a rendere maggiormente usufruibili le attività commerciali del centro? Sbaglio o il ragionamento è lo stesso?".
"Vogliono pedonalizzare il corso - conclude il presidente dell'Ascom -? Allora, che gli amministratori lo dicano chiaro e tondo e, soprattutto, se ne assumano le responsabilità".

Tiziana Carpinelli

 

Spariranno 3 semafori dalla statale 14

Destinata a essere più scorrevole la viabilità d'ingresso a Monfalcone da Trieste sulla circonvallazione - Parte il piano-rotatorie. Resterà in funzione solo l'impianto di via Timavo

(Il Piccolo 03/03/2008)

Almeno tre rotatorie sulla statale 14, dallo snodo di viale Cosulich in direzione Trieste. Via i semafori che "frammentano" il flusso veicolare, forieri di ingorghi e di smog, avanti con le alternative accarezzate da tempo dall'amministrazione di Monfalcone, determinata a garantire radicali interventi sull'importante asse di scorrimento che attraversa la città. Rotatorie che potrebbero interessare i punti definiti "nevralgici" e più critici. L'attenzione si concentra sull'intersezione all'altezza del porticciolo del canale Valentinis, tra viale San Marco-viale Cosulich e viale Verdi-via Boito. Sul piatto delle valutazioni ci sono altresì le intersezioni con via Valentinis e via Romana. Tenendo presente anche un'adeguata riqualificazione per l'intersezione con via Portorosega. A confermare questo "ordine di idee" è il Comune per bocca dell'assessore all'Urbanistica, Massimo Schiavo. "Per questo tratto di statale - spiega -, abbiamo un'idea di massima, per la quale tuttavia vanno rinviati i ragionamenti in dettaglio, necessariamente legati a una fase di progettazione preliminare". Il Comune così osserva: "L'ipotesi è di andare a una radicale ristrutturazione della statale 14, caratterizzata da punti molto delicati in ordine alle numerose intersezioni, ma anche alle attività commerciali presenti, per le quali si rende necessaria una regolamentazione". In questo senso, l'intento è di migliorare l'accesso a via Timavo, via Valentinis, via Portorosega, punti che "vanno studiati con molta cura". Il Comune ribadisce il confronto in corso con l'assessore regionale Lodovico Sonego e con la Provincia, ricordando come, nell'ambito di due accordi successivi, l'Ente regionale ha stanziato consistenti quote finanziarie sull'asse viario in questione.
Si tratta, per una prima fase, di 7 milioni e 300 mila euro di finanziamento regionale, al quale sarà affiancato un contributo comunale per 700 mila euro. Ci sono poi 1 milione e 800 mila euro a disposizione per affrontare la progettazione relativa alle intersezioni poprio a partire dal porticciolo, passando per via Valentinis, via Portorosega e via Romana. Qui dunque il Comune individua la possibilità di realizzare almeno tre rotatorie. "Bisogna capire - precisa - chi sarà l'ente appaltante, se Autovie o Friuli Venezia Giulia Strade. Una volta chiarito questo aspetto, spingeremo affinchè si possa procedere, in tempi brevi, con la progettazione preliminare. Il tutto tenendo conto che la seconda tranche di finanziamenti è giunta appena due settimane fa". L'obiettivo è chiaro: togliere il più possibile i semafori dalla statale sostituendoli, dove possibile, con rotatorie. Ciò al fine di "rendere più fluido il traffico, ridurre l'inquinamento, garantendo altresì una maggiore sicurezza sotto il profilo della velocità degli automezzi. Riteniamo che le rotatorie - conclude Schiavo - siano ottimali per le arterie di grande scorrimento, problematiche invece se poste in centro, non confacenti a pedoni e ciclisti".

Laura Borsani

 

Powered By Page_Cache by Ircmaxell
Generated in 0.18695187568665 Seconds