Rassegna Stampa 02/03/2008

Negozi in centro a 2500 euro al metro quadrato

La riqualificazione della piazza e delle strade circostanti e il progetto dei Civ sembrano rianimare il mercato immobiliare del settore commerciale - Vendite e affittanze in ripresa nonostante i prezzi nella zona storica siano quasi doppi rispetto ai quartieri

(Il Piccolo 02/03/2008)

A Monfalcone acquistare o affittare un negozio in centro alla fine viene a costare quasi il doppio rispetto alla periferia. Prezzi elevati - fino a 2500 euro al metro quadrato - che fino a ora hanno frenato le aperture di nuove attività nel cuore della città. Una tendenza che però sembra essersi interrotta. Soprattutto sul fronte delle affittanze che stanno registrando un'inversione di trend. Merito del centro più curato e vivibile e anche dei piani di rilancio del settore per la zona centrale con i Centri integrati di via, i cosiddetti Civ.
SITUAZIONE. Insomma, dopo anni di sofferenza, pare che qualcosa alla fine si stia muovendo in senso positivo. Una strada tra tutte è emblematica in tal senso, via Sant'Ambrogio, una delle più centrali e storiche della città. E anche una tra le più rivalutate in questi anni: la piazza è stata ridisegnata e chiusa al traffico, i restauri dei palazzi dell'ex Venica e della Casa delle associazioni sono praticamente conclusi. Ma la via, specie nella sua prima parte, da piazza della Repubblica al Duomo, risulta ancora depressa. Fino a qualche mese fa, in soli cinquanta metri di strada, erano ben 5 le vetrine di negozi vuoti con scritto "vendesi" o "affittasi", cartelli che erano lì da mesi, se non da anni. I negozi poi rimasti aperti erano per una buona parte gestiti da negozianti stranieri. Tra di questi, un punto telefonico e un bistrot di kebab. Di recente, però, si sta muovendo qualcosa. È stata riaperta con un'altra gestione una libreria, chiusa per qualche mese, e ha messo base nella via anche un negozio di dolci e caramelle. Insomma, le cose si stanno muovendo, pare. E' davvero così?
L'ASCOM. Secondo l'Associazione dei commercianti, i segnali ci sono ma resta ancora della strada da fare. "La situazione del commercio non è drammatica - ricorda il presidente dell'Ascom, Glauco Boscarolli - ma neppure rosea: un esempio sono le vetrine che anche in centro da anni restano chiuse senza trovare un affittuario". Quali i motivi? Secondo l'Ascom sono legati essenzialmente ai problemi della viabilità e alla mancanza delle soste. E il fenomeno non si registra solo in questa via, ma anche in altre zone, come l'area Borgo Rosta, via 9 Giugno, via Duca d'Aosta e anche piazza del Mercato. Anche in questi casi, però, di recente ci sono stati dei movimenti: per esempio, in via Duca d'Aosta ha riaperto lo storico bar Nazionale con una nuova gestione. Ecco perché l'Ascom punta tanto sui Civ: riqualificando e dando un aspetto unitario a tutto il centro città, comporteranno anche la crescita di 'appetibilità' di questa zona. "I Civ - ricorda l'Ascom - non servono a salvare un singolo negozio, ma ad aiutare il commercio in toto quale servizio essenziale per la città". E infatti, il Civ dovrebbe interessare proprio le vie del centro, quelle che maggiormente risultano attrattive per il settore, ovvero via Duca d'Aosta, via Sant'Ambrogio, Salita Granatieri, corso del Popolo, via Battisti, via San Francesco, via 9 Giugno. Strade che sono in pratica un insieme scoordinato di tendaggio, sistemi di illuminazione, pavimentazioni, senza una caratterizzazione, un disegno unitario. E questo sarà l'elemento primo da cui partire. Le richieste dell'Ascom quindi sono per la creazione di schemi logici, elaborazione di flussi migliori, studio delle permanenze, un sistema formativo e distributivo, e l'individuazione di alcune addizioni funzionali.

Elena Orsi

 

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