Blocco del traffico con code e proteste
Impatto tutt’altro che tranquillo del provvedimento di limitazione della circolazione - Ingorghi sui viali all’uscita degli operai dallo stabilimento Fincantieri
(Il Piccolo 28/02/2008)
Ore 15, semaforo rosso per il traffico in centro. Si piazzano le transenne agli ingressi della città che per tre ore «respingono» le polveri sottili. Con i vigili urbani a gestire il traffico, a due a due, agli incroci che perimetrano l’area interdetta agli automezzi. In tutto, 9 agenti a presidiare le intersezioni tra viale San Marco-via Matteotti, viale Verdi-via 9 Giugno, Anconetta-via Garibaldi e via Galilei-via Parini, con un vigile in ausilio dove necessario. E partono le code, che, in un crescendo, pur mantenuto sotto controllo, va incontro all’ora di punta del rientro dal lavoro. Risuonano così i clacson degli automobilisti in fila. In viale San Marco ieri s’è raggiunto il culmine a partire dalle 17, quando al traffico proveniente dalla periferia e di rientro a casa, s’è sommato quello in uscita dal cantiere navale. Non sono mancate le lamentele. C’era chi obbiettava: «Abbiamo respirato più inquinamento oggi che nelle altre giornate di normale viabilità». Un altro passante borbottava: «Ora si prendono tutte le polveri sottili coloro che rasentano a piedi il quadrilatero interdetto alle auto. Mi chiedo che senso ha... ». E ancora: «Cosa vogliono risolvere per tre ore di chiusura?».
Tra i cantierini, c’è stato chi ha insistito: «Non mi interessa, io passo - ha sbottato un lavoratore -. Sono stanco, ho appena finito di lavorare, voglio andare a casa». C’è pure chi ci ha provato a superare la «barriera» adducendo di doversi fermare con l’auto solo qualche metro dopo. Niente da fare, ripassi a fine «black out». Automobilisti in fila, ad «incalzare», a ridosso delle transenne, gli agenti, per sapere se fossero o meno in regola con il proprio veicolo. Gente che, già dallo «scoccare» dell’ora ics, si avvicinava ai vigili, pure a piedi, con tanto di libretto di circolazione alla mano, per capire «da che parte stava»: perchè, come hanno ripetuto più volte gli agenti, per i veicoli euro 3 in poi, il centro era transitabile.
In viale San Marco, come in viale Verdi e in via Parini, laddove la strada che sfocia in via Galilei assorbiva i flussi veicolari delle laterali e del parcheggio delle Poste, si sono evidenziate le maggiori criticità. Sono partiti i «richiami» dei fischietti, per fermare quanti cercavano imperterriti di «tirare dritto». Agenti alle prese con la «selezione» dei veicoli messi a dura prova dal concentrarsi degli automobilisti che si fermavano proprio per chiedere lumi o per esibire il libretto di circolazione. Una giornata di «collaudo» messa tuttavia in conto. Il comandante della Polizia municipale, Valter Milocchi, già in mattinata l’aveva previsto: «Sarà una giornata movimentata, i rallentamenti non potranno che verificarsi agli ingressi cittadini. Anche perchè per ora gli agenti, oltre a gestire la viabilità, intendono fare prevenzione». Ieri sera, l’assessore all’Ambiente, Paolo Frittitta, confermava il buon esito di questo primo test: «La Polizia municipale ha effettuato un solo verbale. È continuata l’opera di informazione degli agenti che voglio pubblicamente ringraziare. I contatti sono stati continui, c’è stata una proficua sinergia, un buon lavoro di squadra». Lo hanno ribadito sul campo anche i vigili urbani, trasformatisi in «educatori stradali»: il «primo giorno» è andata bene. Gli automobilisti, facevano notare ieri al «varco» dell’Anconetta, nella maggior parte hanno dimostrato di essere pronti a questo «esame di circolazione» e di essere sufficientemente informati. Ci sono stati pure i cittadini che volevano sapere se il giorno dopo (questa mattina, ndr) ci sarebbe stata la «ripetuta». Si replica, sì, rispondevano i vigili, dalle 9 alle 12.30. Anche se sarà tenuta in conto l’evoluzione meterologica. Che dovrà comunque prospettare un cambiamento sensibile. Pazienza, dunque, e rispetto delle regole, è il messaggio lanciato agli automobilisti. Perchè se ieri ha prevalso l’opera preventiva, oggi, qualora verrà confermato il provvedimento di chiusura come ormai pareva già chiaro ieri sera, le cose potrebbero cambiare. La multa prevista per gli inadempienti è salata: sono 74 euro, oltre alla sosta forzata in loco della vettura, fino al termine dell’interdizione veicolare.
Laura Borsani
L’Ascom: ancora puniti i negozi del centro
Critiche di commercianti e forze di opposizione alle scelte del Comune relative alla viabilità
(Il Piccolo 28/02/2008)
Scalpita, l’opposizione, per l’emergenza smog di Monfalcone. Che si deve, secondo An e Lega, rispettivamente all’«immobilismo regionale circa il varo di una legge che faccia seguito al piano energetico, fermo a mezz’aria» e «a un piano della viabilità cittadina assolutamente non calato sulle esigenze dei cittadini e sulla realtà locale». Dal canto suo, invece, il presidente dell’Ascom, Glauco Boscarolli, sottolinea come la «chiusura del centro penalizzi le attività collocate, a tutto vantaggio, invece, del commercio presente nella periferia». «Certo l’interdizione al traffico veicolare – ribadisce il vertice Ascom – rallenta il trend dei negozi interessati dal blocco, perché risultano più difficili da raggiungere, ma se il problema dell’inquinamento c’è, non si può fare diversamente. Da cittadino, invece, mi interrogherei, piuttosto se è stata spenta anche la centrale Endesa». «Gli amministratori – esordisce invece il consigliere regionale Adriano Ritossa – si svegliano ora che hanno l’acqua alla gola! È tutt’un lamentarsi di smog e pm10, ma anziché fare un gran parlare si proceda, piuttosto, con un gran operare. Il piano energetico regionale, approvato da Tondo nel 2003, è fermo a mezz’aria e appena verso la fine dello scorso gennaio la giunta Illy avrebbe dovuto procedere a normare, con una legge apposita, la materia, affidando ai comuni le singole competenze. Cosa mi dice, l’assessore comunale all’Ambiente, dello stato dei lavori di riconversione dei gruppi a carbone in metano? Sta procedendo? E il potenziamento del ricorso a fonti di energia alternativa per l’alimentazione degli impianti pubblici? Ricordo che, quando la centrale dell’Enel venne a suo tempo realizzata, si chiese che il Carso monfalconese divenisse il polmone verde della città, capace di assorbire l’anidride carbonica emessa dalle industrie, eppure mi consta che ciò non sia mai avvenuto. E vogliamo parlare del trasporto pubblico? – incalza Ritossa –. Perché, alla stessa stregua della rivoluzione avvenuta anni or sono a Trieste, non iniziamo a incentivare il bus attraverso tratte più frequenti e strategiche? Come mai appena adesso si inizia parlare di aree di interscambio, bus navetta e metropolitana leggera? Le indicazioni erano state date, si doveva passare alla pratica un po’ prima». «Premesso che questi dati sulle Pm10 derivano da situazioni atmosferiche, legate a nebbia e umidità, che hanno favorito il persistere delle polveri sottili al suono – afferma Federico Razzini, capogruppo di An – ritengo che questa situazione testimoni ancora una volta come le decisioni, in fatto di viabilità, degli amministratori non tengano conto della realtà. Loro pensano che restringendo le carreggiate e ponendo sensi unici la gente non prenda più l’auto ma si sbagliano: semplicemente rallentano i flussi di transito e immettono più smog».
Tiziana Carpinelli
Oggi si replica: chiusura dalle 9 alle 12.30
L’assessore Frittitta garantisce: «Non sono misure integraliste, vogliamo comunque ascoltare i cittadini» - Improbabili modifiche all’ultima ora. Restano in vigore modalità e presidi dei vigili urbani
(Il Piccolo 28/02/2008)
E oggi si replica. Sempreché la prevista pioggia (indicata dai tecnici anche per domani) non assuma una portata di tale evidenza, da rendere possibile un «ripensamento» in itinere. Centro chiuso al traffico, dunque, questa mattina, a partire dalle 9 e fino alle 12.30, come spiegavano agli automobilisti ieri pomeriggio, durante il primo «blackout» del centro, i vigili urbani che presidiavano gli accessi cittadini. Confermato ieri sera dall’assessore all’Ambiente, Paolo Frittitta, ritenendo peraltro difficile modifiche ad un provvedimento che entra in vigore dalle 9 del mattino.
Di scena pertanto stamani ci sono le stesse modalità, le deroghe, i percorsi alternativi e la stessa organizzazione «logistica» della Polizia municipale, alla quale compete la gestione operativa del provvedimento di chiusura al traffico. Bis tenendo conto di una precisa scelta assunta dall’amministrazione comunale: quella di «venire incontro» comunque alle abitudini e agli spostamenti quotidiani dei cittadini. Perché l’assessore Frittitta lo ha voluto sottolineare: «L’operazione non vuole essere una sorta di embargo alle auto di tipo integralista, ma piuttosto, grazie alle procedure previste dal Piano d’azione comunale (Pac) che ha presupposto un percorso partecipato con tutti i portatori di interesse, una misura di emergenza dettata dalle normative e messa in atto in tutte le città alle prese con le polveri sottili».
Con ciò, aggiunge Frittitta, senza dimenticare che la questione è legata a una concausa di fattori che vanno al di là peraltro del potenziale di inquinamento della sola città di Monfalcone. Chiamando in causa invece un problema ben più generale e strutturale, per il quale, fa presente l’assessore all’Ambiente, la competenza ed il ruolo di intervento vanno ricercati in un ambito più ampio e di tipo sovraccomunale.
Frittitta parla di trasparenza e di un percorso studiato assieme ai cittadini e alle categorie economiche. Di azione, da intendersi non come risolutiva del problema, nè tardiva (della serie «si chiude la stalla quando i buoi sono scappati»). Si tratta di specifiche procedure applicate come negli altri centri della regione che si stanno confrontando con le polveri sottili. Procedure già messe in conto dalle previsioni dei tecnici e «alle quali - dice Frittitta - eravamo preparati. Sono dunque interventi sulla contingenza, proprio a salvaguardia della salute pubblica, in primis quella dei bambini e degli anziani».
L’assessore non dimentica altresì la complessa problematica a monte, consapevole che vada comunque affrontata in prospettiva. Un approccio, dice Frittitta, che richiede una strategia a più livelli. Ma intanto il Comune fa la sua parte. Sta infatti lavorando assieme all’Arpa per aumentare la dotazione di centraline di rilevamento in città. Almeno una in più rispetto a quella attuale, situata in via Duca d’Aosta. «Vogliamo estendere il monitoraggio - spiega l’assessore -. Per questo, stiamo lavorando per aumentare i punti di rilevamento». In particolare, anticipa Frittitta, si prevede una seconda centralina, ora in fase di collaudo, che sarà opportunamente tarata per fornire «dati validati dell’inquinamento. Sono inoltre dell’avviso - aggiunge - che le aree da monitorare non debbano essere solo quelle centrali, ma anche altre zone più periferiche, come le aree agricole». Perchè, spiega, l’inquinamento si sposta ed è strettamente legato alle condizioni meterologiche. Frittitta cita alcune cifre, estrapolate da un recente studio elaborato in Lombardia.
«Il 40% delle polveri sottili, portate anche dal vento, vengono prodotte dai mezzi pesanti, quali autotreni, furgoni e autocarri. Il 4% proviene dai mezzi pubblici e il 24% dagli automezzi privati. È su quest’ultima quota che intendiamo incidere. Ma resta sempre un’opera che va in sintonia con le esigenze della popolazione».
Laura Borsani
L’Ascom non ripeterà i saldi invernali ritardati
Il prossimo anno le vendite promozionali si svolgeranno il 7 gennaio subito dopo le festività
(Il Piccolo 28/02/2008)
L’Ascom chiede che i saldi tornino alla loro collocazione originaria. Ovvero, che ritornino al 7 gennaio, data ormai «classica» per l’avvio delle svendite invernali, e che quest’anno è stata invece spostata al giorno 12. A dire il vero, su stessa richiesta dei commercianti regionali, che avevano reputato la data del 7 troppo vicina alle vendite natalizie.
Solo che il rimedio si è rivelato peggiore del male. Perchè nel frattempo, il Veneto aveva fatto partire le svendite il giorno 7 (a sorpresa, visto che si parlava di un «patto» tra le associazioni delle due regioni) di fatto eliminando via, per una settimana, la possibilità di approfittare degli sconti per gli acquirenti regionali. Che, specie nel Pordenonese, aveva approfittato della vicinanza per recarsi oltre il confine regionale per i propri acquisti. E questo, anche se alla lontana, aveva creato non pochi problemi anche a Monfalcone. Infatti, molti negozianti hanno dovuto far partire (prima del previsto) le vendite promozionali, che in realtà non sarebbero possibili, ma che erano comunque mascherate da avvisi di «offerte speciali», «pezzi unici» e «vetrina in allestimento». Per evitare che la cosa si ripeta, quindi, proprio dai negozianti di Monfalcone esce l’appello a modificare la data per l'inverno 2008. L’Ascom ha già intenzione di sottoporre la richieste all’associazione dei commerciati di Gorizia per capire se la proposta può essere condivisa.
Poi, si potrà sottoporre il tutto all’attenzione delle altre associazioni dei commercianti delle diverse province, per formulare una proposta a livello regionale. «La distanza tra inizio dei saldi e fine delle festività deve essere adeguata – spiega il presidente dell'Ascom, Glauco Boscarolli – perchè, se fosse troppo vicina, si rischia di vanificare l’effetto ”festività”. Ma, allo stesso tempo, se le svendite sono troppo distanti, la gente si distoglie dall’idea di fare ulteriori spese, e magari decide anche di andare fuori regione. Quindi si tratta di un meccanismo da valutare molto attentamente. Per quanto riguarda questa tornata di saldi, Monfalcone ha certo risentito, anche se in modo minore, dell’effetto Veneto».
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