In Slovenia carburanti più cari, dimezzato il risparmio
In vigore da ieri l'aumento più consistente degli ultimi mesi. La benzina passa da 1,022 a 1,067. Il gasolio aumenta da 1,030 a 1,090 - Da 1 a 3 euro in meno per il pieno oltreconfine: una settimana fa erano quasi 6 euro
(Il Piccolo 27/02/2008)
TRIESTE Il divario tra il prezzo del carburante di oltre confine e quello giuliano e isontino si abbassa bruscamente. Nessun "miracolo", il costo della benzina e del gasolio italiano continua a salire toccando picchi mai raggiunti ma stavolta anche la Slovenia si è dovuta inchinare alla corsa al rialzo del petrolio e, nel rivedere i prezzi dei carburanti come avviene regolarmente ogni 15 giorni, l'effetto è stato evidente e farà sicuramente piacere ai benzinai triestini e goriziani, ancora alle prese con un periodo di crisi dopo la fine dell'agevolata di zona franca.
RIALZI DA IERI Dopo che la scorsa settimana si era ulteriormente intensificato l'esodo di automobilisti triestini e goriziani ai distributori sloveni, in concomitanza con una forte riduzione dei prezzi nella vicina Repubblica con la benzina a 1,022 euro al litro ed il gasolio a 1,030, lo scenario è cambiato. Ieri infatti la Slovenia ha dovuto invertire la rotta ed ha deciso un robusto innalzamento dei prezzi portando il costo alla pompa della super a 1,067 e quello del gasolio a 1,090, con un aumento rispettivamente del 4,2% e del 5,8%. E così, nonostante i prezzi italiani continuino a correre, il divario tra il prezzo del carburante scontato di prima fascia in Friuli Venezia Giulia (quella che comprende anche Trieste e Gorizia) e quello sloveno si riduce in maniera sensibile. Se infatti la settimana scorsa si erano raggiunti picchi di anche 6 euro di differenza sia per la benzina che per il gasolio, il nuovo prezzo sloveno comparato a quelli applicati in regione il 25 febbraio comportano un risparmio più contenuto nell'andare a fare il pieno oltre confine. Ora infatti la differenza di prezzo al litro varia, nella Provincia di Trieste, da 0,035 euro a 0,074 euro per la super e da 0,026 euro a 0.068 euro per il gasolio mentre a Gorizia il sovrapprezzo rispetto al carburante sloveno va 0,011 a 0,076 euro per la benzina e da 0,011 a 0,068 per il gasolio.
LA FORBICE Per un automobilista triestino, quindi, fare un pieno di benzina in Slovenia può venire a costare da un minimo di 1,75 euro ad una massimo di 3,5 euro mentre, per quanto riguarda il gasolio, la convenienza varia da 1,30 a 3,40 euro. Per i goriziani la differenza è sostanzialmente la stessa per quel che concerne il divario massimo ma nella provincia isontina si possono trovare differenze minime, sia per la benzina che per il gasolio, di poco superiori al mezzo euro. E' possibile, tuttavia, che il rialzo dei prezzi in Slovenia obblighi, per il meccanismo dello sconto, la Regione a ritoccare, stavolta al ribasso, la riduzione di prezzo applicata nelle diverse fasce. Con l'attuale regolamento, infatti, lo sconto di prima fascia viene calcolato tenendo presente la differenza tra il prezzo sloveno e quello minimo applicato nell'intero territorio regionale, attualmente di 1,338 euro al litro per la benzina e di 1,263 per il gasolio.
SCONTO D'altro canto la continua risalita dei prezzi del carburante in Italia potrebbe anche non rendere necessario un ritocco dello sconto regionale, tuttavia ci sarà una fase di "assestamento" che riporterà a livelli un po' più alti i prezzi triestini e goriziani rispetto a quelli sloveni. In attesa che diventino operative le modifiche al regolamento approvate dalla Giunta regionale un paio di settimane fa e che cambieranno il sistema di calcolo dello sconto regionale in modo da parificare il prezzo minimo della fascia triestina e goriziana a quello applicato in Slovenia, escludendo però la 'portabilità' della tessera: ovvero, un triestino che si trovi a fare benzina a Gemona, dove c'è il prezzo più basso della Regione, non potrà usufruire dello sconto di prima fascia per evitare di andare contro la norma europea che impedisce in qualsiasi caso di scendere sotto al prezzo di oltre confine. Una novità regolamentare che necessita di tempi tecnici per la predisposizione del nuovo software su cui sta lavorando Insiel. Dalla Regione ancora non garantiscono tempi certi ma l'obiettivo è quello di arrivare all'applicazione del nuovo meccanismo, dopo i necessari collaudi, entro al fine di marzo.
Roberto Urizio
Sale lo smog, scatta lo stop alle auto
Impennata delle polveri sottili che per il terzo giorno consecutivo hanno superato il limite di guardia - Solo mezzi autorizzati e "puliti" oggi dalle 15 alle 18 e domani dalle 9 alle 12.30
(Il Piccolo 27/02/2008)
Sale ancora lo smog a Monfalcone e scattano oggi le limitazioni al traffico. Terzo sforamento consecutivo sulla concentrazione delle Pm10, presenti nell'aria di Monfalcone. A partire da questo pomeriggio, infatti, su ordinanza emessa ieri dal sindaco Gianfranco Pizzolitto, il transito di auto e motorini (con varie deroghe) sarà vietato nel quadrilatero delimitato da viale San Marco, salita Patriarcato, salita Mocenigo, via Serenissima, via Volta, via Parini e viale Verdi. In pratica in tutto il cuore storico della città.
Il divieto di circolazione scatterà nel primo pomeriggio, alle 15, e si protrarrà fino alle 18, proseguendo domani mattina dalle 9 alle 12.30. Il provvedimento si è reso necessario a causa del terzo sforamento consecutivo registrato sulle particelle sospese pm10, il cui livello di concentrazione in atmosfera, nella giornata di lunedì, è arrivato a toccare un valore-record per Monfalcone: 104 microgrammi per metro cubo d'aria, contro i 50 che costituiscono la soglia-limite fissata dalla normativa. Già domenica, la centralina dell'Arpa, posizionata nel giardino della scuola elementare Duca d'Aosta, aveva riscontrato il superamento della concentrazione di sicurezza, con 98 microgrammi per metro cubo: di fatto una percentuale doppia rispetto al valore limite. Sabato, invece, l'analisi dell'aria aveva quantificato le polveri sottili in 74 microgrammi per metro cubo d'aria. Così, a causa dell'escalation sull'inquinamento, peraltro favorita dalla persistenza di bassa pressione e nebbia persistente, e in osservanza a quanto disposto dal Piano d'azione comunale (Pac), il sindaco Gianfranco Pizzolitto ha emesso per la prima volta un'ordinanza di interdizione al traffico dei veicoli in tutto il centro.
La decisione è scaturita dopo una consultazione con l'assessore all'Ambiente Paolo Frittitta, il comandante della Polizia municipale Walter Milocchi e il dirigente degli uffici ambientali Mariano Dudine. Per quanto concerne l'area interessata, va ricordato che viale San Marco, via Volta, via Parini (compreso posteggio delle Poste centrali) e viale Verdi resteranno percorribili, a differenza di salita Patriarcato, salita Mocenigo e via Serenissima che saranno invece totalmente interdette. Il divieto prevede comunque delle deroghe abbastanza ampie. Ne potranno beneficiare, potendo quindi transitare nella zona vietata, i veicoli alimentati a metano o gpl, quelli dotati di catalizzatori e omologati euro 3 o superiore, ciclomotori e motoveicoli euro 2 o superiore, bus e taxi, mezzi di soccorso, di emergenza e delle forze dell'ordine, mezzi adibiti al trasporto invalidi (dotati di regolare contrassegno) e mezzi a inquinamento zero (bici e pattini).
Ma deroghe sono fissate anche per i veicoli adibiti a servizi di Stato e pubbliche amministrazioni, a servizi pubblici e/o di pubblica utilità, nonché veicoli di istituti di vigilanza e trasporto valori, compresi quelli a servizio del recapito o raccolta postale. Nonché per i veicoli utilizzati dalle testate radiotelevisive e dagli organi di stampa, dai ministri di culto nell'esercizio delle loro funzioni, da sanitari e veterinari in visita domiciliare urgente (esclusivamente nel tragitto casa-ambulatorio-luogo della visita) e per i veicoli di servizio dell'Ass e Arpa.
"Abbiamo cercato, nella scelta degli orari di chiusura al traffico - ha commentato l'assessore Frittitta - di preservare le esigenze di mobilità dei cittadini, legate sopratutto alla necessità di andare al lavoro o di recarsi ad acquistare la spesa, facendo scattare il provvedimento, per la prima giornata, nel pomeriggio, così da rendere possibile l'informazione a tutti". In caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche, quindi in caso di pioggia, il provvedimento potrà essere sospeso. Se, nell'arco di trenta giorni, la chiusura verrà adottata due volte, il divieto di circolazione potrebbe essere esteso a tre giornate.
Tiziana Carpinelli
Napolitano, incontro con i cittadini
Il programma della visita del Capo dello Stato attende solo l'ok di Quirinale e Prefettura - Il Comune vorrebbe un saluto in teatro e un passaggio in città
(Il Piccolo 27/02/2008)
Il Comune attende da Quirinale e Prefettura una risposta alla sua proposta di accoglienza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita alla città giovedì 27 marzo. Sindaco e giunta hanno colto una forte aspettativa da parte della cittadinanza nei confronti di questo evento che viene a premiare l'impegno di un'intera comunità, in tutte le sue espressioni sociali e culturali, per lo sviluppo della cantieristica italiana al cui prestigio la "grande fabbrica" di Monfalcone da cent'anni dà un significativo contributo.
Ecco perchè il Comune gradirebbe che la gente potesse in un certo senso vedere "da vicino" il Presidente lungo un percorso che dovrebbe unire i due momenti ufficiali della giornata: l'incontro istituzionale al Teatro Comunale, presenti le autorità e soprattutto i sindaci della regione, e la visita allo stabilimento navale di Panzano. I tempi e le modalità della presenza del Capo dello Stato a Monfalcone devono comunque essere ancora definiti nel dettaglio e chiaramente le esigenze del Quirinale avranno la precedenza. Come noto l'arrivo di Napolitano avverrà in giornate in cui Fincantieri darà vita a due importanti avvenimenti: la consegna della Carnival Ventura, che aggiunge una nuova perla alla lunga serie di costruzioni di supernavi da crociera, e l'inaugurazione della grande mostra sui cent'anni del Cantiere. È chiaro che anche se le date non coincideranno con quella della presenza del Presidente in città, comunque questi due appuntamenti saranno al centro dell'attenzione di Napolitano. La consegna della Ventura all'armatore salvo cambianti avverrà sabato 29 marzo mentre l'inaugurazione della mostra è prevista per il 3 aprile, giorno in cui viene fatto cadere il centenario dello stabilimento monfalconese.
Intanto anche a Trieste si è messa in moto la macchina organizzativa per la visita ufficiale del Presidente che si articolerà su due giornate: il 27 e il 28 marzo. La conferma arriva da fonti vicine al Quirinale, ancora in assenza di comunicazioni ufficiali. Il programma completo dell'appuntamento triestino del Capo dello Stato verrà stilato nella sua versione definitiva entro il 10 marzo. E intanto, mentre il prefetto Giovanni Balsamo conferma: "Siamo in contatto già da giorni con il Quirinale per predisporre il sistema organizzativo e di sicurezza, ma non posso dire nulla di più", già si forma la fila di realtà che confidano in un saluto, anche breve, da parte di Napolitano. Speranze che si accompagnano alla consapevolezza di doversi adeguare in ogni caso a quanto verrà disposto dal protocollo ufficiale, considerando poi il fatto che per il 27 è previsto comunque un suo passaggio a Monfalcone e che l'indomani il percorso scelto lo porterà a Udine.
"Siamo in attesa di capire quale sarà il programma definitivo della visita - afferma Paolo Battilana, direttore generale di Assindustria -. A fronte degli impegni previsti, sarà sicuramente di nostro interesse verificare la possibilità di un incontro tra Napolitano e quanti rappresentano il mondo produttivo locale". Allo stesso modo il presidente della federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, Renzo Codarin osserva: "Chiederemo senz'altro un incontro in una qualsiasi forma, ufficiosa o ufficiale. È chiaro che questo potrà avvenire compatibilmente ai tempi richiesti dalle tappe prefissate. Per quanto ci riguarda - conclude - faremo certamente un passo formale, inviando una richiesta direttamente al Quirinale".
Il restauro di Villa Vicentini regalerà al centro di Ronchi un nuovo passaggio pedonale
I particolari del progetto per il recupero di uno dei punti storici della città - La corte pavimentata con marmo di Aurisina diventerà un luogo fruibile dalla gente
(Il Piccolo 27/02/2008)
RONCHI Due anni di lavoro, una spesa di 980mila euro. Ma che cosa prevede il progetto che recupererà interamente villa Vicentini Miniussi a Ronchi dei Legionari e vedrà nel contempo la realizzazione dell'auditorium comunale? I presupposti per un progetto di restauro architettonico e urbano, che si possa definire qualitativamente efficace, devono nascere da un rapporto non conflittuale tra ciò che è esistente e ciò che si vuol proporre di nuovo. In tal senso il centro storico di Ronchi dei Legionari rivela molte presenze importanti, che costituiscono tracce e segnali di cui approfittare per ritrovare un nuovo rapporto urbanistico. "Il nostro progetto - spiega l'architetto Federico Fabbro - si fonda su ciò che resta della villa, ancora prima che su ciò che sarà o potrebbe essere. Le indicazioni che la municipalità ronchese ha posto in termini funzionali dovevano quindi perfettamente sposarsi con tale valore. Il progetto di conservazione e di restauro può tradursi, quindi, in un'occasione per influenzare positivamente la riorganizzazione dell'intero centro storico". Il progetto non si limita al ripristino, alla reintegrazione di edifici di cui molto si è perduto, per attivarli a funzioni nuove, ma si pone il problema di come quell'intervento possa qualificare anche urbanisticamente il centro. L'ex magazzino Enel, che, tra l'altro, non risulta storicamente essere parte integrante del complesso della villa, ma adeguato per ospitare l'auditorium, diventerà l'occasione per amalgamare uno spazio intimo al contesto urbano. Ecco quindi che il percorso pedonale che accompagna e delimita lo spazio verde retrostante villa San Carlo e che corre parallelo all'ex magazzino, verrà qualificato grazie ad un volume vetrato ed a un portico monumentale coperto, contraddistinto da una sequenza di portali in acciaio rivestiti, consentendo così visibilità all'ingresso del futuro auditorium. All'interno l'ex magazzino verrà riportato alla cubatura unica originaria, garantendo poi allo stesso una possibile flessibilità d'utilizzo, mediante la collocazione di alcune pareti scorrevoli insonorizzate. "Ciò consentirà di dimensionare la sala - aggiunge - a seconda del reale utilizzo necessario e di garantire un uso contestuale plurimo in caso di bisogno". Quanto alla villa, ancora, da un lato il volume della barchessa verrà ripristinato e ricondotto ad una visione che rilegge l'antico, il volume della serra verrà ricostruito partendo da quanto ancora vi era di leggibile e di riutilizzabile, mentre quanto resta della quinta architettonica ad arcate tamponate ripetute, contraddistinte dai segni delle costruzioni prospettiche pittoriche ancora presenti sul'intonaco, diventerà oggetto di un processo di conservazione materiale attento e scrupoloso. Contemporaneamente verrà dato anche respiro al progetto del nuovo. Viene prevista infatti una quinta scenica a filtro e delimitazione della corte rispetto il piazzale e la palazzina occupata dagli uffici di Iris. Tale quinta consente una ridefinizione della spazialità originaria della corte, perduta dopo la demolizione della storica recinzione in pietra. La nuova scena sarà caratterizzata da una struttura in acciaio, che con la superficie ossidata artificiosamente possa rimandare a livello mentale al tempo che passa, all'antico. Stesso senso avranno le salite vegetali di edera rampicante, piantumate in vasche collocate a diverse altezze.
La corte, che diverrà spazio aperto destinato alla collettività, auditorium all'aperto e sede possibile di manifestazioni pubbliche, verrà pavimentata mediante fasce in pietra di Aurisina a coronamento perimetrale, utili a proteggere gli edifici e macro isole in cemento rinforzato con superficie in colata di ghiaino. Aree a verde delimiteranno lo spazio aperto, raggiungibile tramite delle scale e delle rampe fruibili da persone diversamente abili.
Luca Perrino
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