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(Il Piccolo 26/02/2008)
(Il Piccolo 26/02/2008)
(Il Piccolo 26/02/2008)
Negozi del centro, un piano di rilancio: previsti interventi sull’arredo urbano
Ascom e Comune puntano sui Centri integrati di via per trattenere i clienti e attrarne di nuovi
(Il Piccolo 26/02/2008)
Primo: migliorare l’arredo urbano, dandogli un aspetto unitario. Secondo: elaborare dei percorsi che conducano le persone in città, segnalando loro le maggiori attrazioni turistiche, culturali e di vendita. Terzo: inventare nuovi sistemi per far fruire al meglio le vie del centro, anche sistemando delle coperture come la progettata «pensilina». Questi i tre punti secondo i quali si muoverà la proposta di elaborazione dei Centri integrati di via (Civ), presentata ieri da Ascom e Comune in un incontro aperto a cittadini e addetti ai lavori. Di illustrare il progetto si è incaricato l’ingegner Edino Valcovich, che ha curato l’elaborazione del progetto presentato in Regione. «Monfalcone non ha un vero centro storico – ha spiegato – ma, dal nostro punto di vista, ”centro storico” è una zona importante per la sua funzione ricettiva riguardo al commercio e ai servizi». Secondo questo criterio, quindi, sono stati individuati alcuni «sottosistemi», sui quali si concentrerà l’attenzione, ovvero via Duca d’Aosta, via Sant’Ambrogio, Salita Granatieri, corso del Popolo, via Battisti, via San Francesco, via 9 Giugno. In tutte queste, come prima cosa sono state individuate le criticità. «Per esempio – ha spiegato Valcovich – nel campo delle suppellettili e dell’arredo urbano, è possibile notare come l’insieme sia un sistema caotico, in cui diversi interventi si sono sommati l’uno sull’altro». Così le vie sono in pratica un insieme scoordinato di tendaggio, sistemi di illuminazione, pavimentazioni, e così via. «Manca quindi una caratterizzazione, un disegno unitario». E questo sarà l’elemento primo da cui partire. Le richieste dell’Ascom quindi sono per la creazione di schemi logici, elaborazione di flussi migliori, studio delle permanenze, un sistema formativo e distributivo, e l’individuazione di accorgimenti funzionali. Nel dettaglio, le proposte di intervento riguardano tendaggi, insegne, panchine, strutture pubblicitarie, pannelli illustrati e di indicazione dei principali negozi, ma anche pensiline. E qui ecco rispuntare l’ipotesi della copertura di alcune strade, che molte polemiche aveva suscitato mesi fa. «Si tratta chiaramente di un’ipotesi, che però abbiamo mantenuto come base per fare una riflessione» ha spiegato Valcovich. La copertura è stata ipotizzata per via Battisti: leggera, in acciaio e plexiglass, con pannelli fotovoltaici, e che permetterà di realizzare anche uno spazio da utilizzare per manifestazioni o eventi. Il terzo elemento propositivo è stato quello della creazione di percorsi culturali, architettonici, ma anche commerciali, per «guidare» la persona in città. «All’interno di questi sistemi, ogni strada viene caratterizzata da un diverso colore, che viene poi ripreso nei totem informativi e in apposite vetrofanie esposte nei singoli esercizi», ha spiegato il professionsta. L’idea è stata mutuata da quanto già fatto a Vittorio Veneto, soluzione che potrebbe essere adottata anche a Monfalcone. «Lo scopo di questa operazione dei Civ – ha detto il presidente dell’Ascom, Glauco Boscarolli – non è quello di salvare il singolo piccolo negozio, bensì, di supportare il commercio in quanto servizio alla collettività». Un’azione coraggiosa, ma ci vuole coraggio per sperimentare. «Non lasciamoci abbattere – ha lanciato un appello il vicesindaco Silvia Altran -, ma troviamo le opportunità per crescere e per far sì che la gente viva la città». Per fare ciò, serve però la collaborazione di tutti. Ecco perché l’Ascom sta distribuendo dei questionari tra clienti e iscritti per capire difficoltà e suggerimenti. In essi viene chiesto, per esempio, il motivo per cui si viene in centro città, il motivo per cui si frequentano i centri commerciali, le difficoltà percepite (parcheggi, viabilità eccetera), la percezione del centro città (miglioramento o peggioramento negli anni).
Elena Orsi
Tornano MonfalconeEstate e Onde Mediterranee
Deve ancora essere fissata la data per lo svolgimento dell’edizione 2008 della «Notte bianca» - Incerta la riproposizione della «Festa del Mare» prevista a settembre
(Il Piccolo 26/02/2008)
Quali saranno le manifestazioni di questa estate, quali eventi verranno compresi nel centenario del Cantiere, come si svolgeranno Festa del Vino, Onde Mediterranee e Festa dello Sport: in pratica, le feste di Monfalcone minuto per minuto. E forse, ci sarà anche qualche novità circa la tanto attesa «Notte bianca», che l’Ascom e Onde propongono di fissare per il 7 luglio, ma che il Comune, pur dicendo di sì all’idea di riproporla, sta valutando la possibilità di inserirla nell’ambito delle manifestazioni del Centenario. Il primo velo sul programma di animazioni estive sarà infatti tolto oggi, durante la riunione delle associazioni culturali cittadine che in pratica getterà le basi per i mesi futuri. Il programma di MonfalconeEstate, le proposte delle associazioni culturali, la prestazione della programmazione degli eventi proposta dall’assessore alla Cultura Gianluca Trivigno, saranno infatti questi gli argomenti principali della riunione odierna, che si terrà nella sala conferenza della biblioteca comunale. Tre argomenti di importanza vitale in quanto la precedente riunione aveva visto le stesse associazioni chiedere lumi in merito all’organizzazione degli eventi estivi e dei relativi finanziamenti. Il Comune ha già anticipato che sia MonfalconeEstate sia Onde Mediterranee (rassegna entro la quale si collocano molte serate, concerti ed eventi organizzati dalle associazioni locali) andranno in scena quest’anno come sempre, ma con alcune revisioni relative al loro inserimento nel calendario di manifestazioni per il centenario del Cantiere e con alcune limitazioni (specie per Onde) relative alle ristrettezze di bilancio. Anche per questo le associazioni vogliono chiarezza prima di presentare le loro richieste. Sicuramente, nel calendario che oggi verrà illustrato dovrebbero fare la loro comparsa, oltre a Onde e Monfalcone Estate, Bioest (in programma a maggio) la Festa dello Sport e la Festa del Vino nonché Absolute Poetry, che nel 2008 sarà spostata a giugno, mentre un punto di domanda resta sulla Festa del Mare (programmata a settembre), che l’anno scorso aveva anche compreso «Moda, Motori e Modellismo», la manifestazione organizzata con la collaborazione dell’Ascom. Si sa infatti che anche quest’anno, come ormai è quasi prassi, le manifestazioni devono scontrarsi con i fondi di bilancio, che sono sempre più risicati. Ad esempio è in previsione un ridimensionamento di fondi per la tre giorni di poesia, che però fortunatamente può far conto anche su finanziamenti regionali. Ecco perché il Comune punta a una sinergia, cercando di far intersecare le varie manifestazioni così che possano darsi supporto l’una con l’altra senza sovrapporsi, e sfruttando i vari finanziamenti. Toccherà poi alle varie associazioni decidere in quale di queste cornici i sodalizi vorranno essere inseriti. Accanto a queste comunicazioni, però, l’assessore Trivigno relazionerà anche sulla prossima veste della Consulta cultura, da sempre oggetto di polemiche. «Ho avuto recentemente un incontro con l’assessore – ha spiegato il presidente della Consulta, Rino Romano – per sottolineare la necessità di un cambiamento del ruolo dato all’organismo o di una sua chiusura. L’assessore ha recepito alcuni suggerimenti e oggi ci sottoporrà la sua proposta».
I privati riqualificano San Vito di Ronchi
Sostegno del Comune con incentivi nel pagamento della Tosap per l’approntamento dei ponteggi e dei cantieri - Tra gli interventi più interessanti la ristrutturazione della storica villa De Dottori
(Il Piccolo 26/02/2008)
RONCHI Un rione destinato completamente a cambiare il suo volto. È quello di San Vito a Ronchi dei Legionari che, nei prossimi mesi, sarà interessato da interventi urbanistici messi a punto da soggetti privati che, come nel caso di altre zone della città, hanno aderito all’invito dell’Amministrazione comunale di puntare al recupero edilizio, potendo anche contare su incentivi nel pagamento della Tosap per l’approntamento dei ponteggi e dei cantieri in generale. Cambieranno il loro volto la grande proprietà che fu nella famiglia De Dottori, ma anche la zona dell’ex caserma tra via 24 Maggio e via San Vito. Due zone fortemente degradate, da anni ormai disabitate, ma anche appetibili per una loro trasformazione che possa dare all’antico quartiere una vitalità nuova. Interessante appare il progetto elaborato da un pool di professionisti guidato dall’architetto Michele Poletto per conto della società «Costruzione Ronchi» e che mira a una riqualificazione urbanistica del tessuto urbanistico dell’area ex De Dottori, oltre 13.200 metri quadrati, con il recupero degli edifici degradati, tra i quali la settecentesca villa già sede del Consorzio culturale. Si arriverà così ad un volume di edifici da conservare pari a 15.794 metri cubi, ad un massimo di 30mila metri cubi di nuove edificazioni, a una superficie destinata a viabilità, servizi ed attrezzature di 3mila metri qudarati, a 408 metri di parcheggi ed 2.500 di verde. All’interno del progetto urbanistico di riqualificazione dell’ex proprietà De Dottori il progetto del verde rappresenta un aspetto qualificante e ciò verrà concretizzato attraverso i recupero delle essenze arboree di maggior pregio e con l’eliminazione degli arbusti infestanti, dei rovi e delle piante ormai in deperimento. Ancora non si conosce, invece, la destinazione dell’ex caserma, sul quale aveva puntato la sua attenzione anche l’Amministrazione comunale, ma la cui vendita all’asta è andata a dei privati.
E c’è chiede ulteriori interventi per il rione di San Vito. Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega Nord chiedono che nel bilancio 2008 sia inserita una posta di 50mila euro per l’acquisizione dell’area di proprietà dell’ex Consorzio agrario di Trieste nel rione di San Vito, all’angolo tra viale Stazione Sud e via 24 Maggio, per un progetto comunale che preveda la nuova piazza e un parcheggio pubblico del più antico rione cittadino (Caù de Soto), con l’intento di rivitalizzare la socializzazione dei residenti in una zona periferica da troppo tempo trascurata da interventi comunali.
Luca Perrino
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