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(Il Piccolo 17/02/2008)
(Il Piccolo 17/02/2008)
(Il Piccolo 17/02/2008)
(Il Piccolo 17/02/2008)
Negozi in crisi: «Riaprite la piazza alle auto»
Secondo la categoria in corso del Popolo e in centro, gli automobilisti sono ora costretti a fare dei giri troppo lunghi e tortuosi - Sollecitata al più presto anche l’installazione di un semaforo in via Plinio per accorciare il percorso - I commercianti chiedono un ripensamento: «L’isola pedonale integrale ci ha fatto perdere clienti»
(Il Piccolo 17/02/2008)
Un ripensamento sulla chiusura del lato farmacia di piazza della Repubblica. È ciò che chiedono alcuni commercianti di corso del Popolo e del centro per fronteggiare il significativo calo di vendite venutosi a creare da quando il tragitto di collegamento tra via fratelli Rosselli e la storica strada del teatro Comunale si è decisamente allungato.
Complice un giro definito dagli stessi commercianti «tortuoso, per non dire farraginoso», la clientela delle attività presenti in loco si è ridotta. Anche perché, a causa della carenza di aree di sosta, se non si trova uno stallo libero, bisogna ripetere tutta la strada, col rischio di incappare in un ritardo sulla propria tabella di marcia. «Pure i rappresentanti dei prodotti manifestano difficoltà ad arrivare fino qui, perché non sanno che strada compiere», lamentano gli esercenti.
L’Ascom, cui la scelta di chiudere la piazza non è mai andata giù - posto che in cambio non è stata ottenuta la «contropartita» del parcheggio sotterraneo in piazza Unità –, sollecita al più presto l’installazione del semaforo in salita su via Plinio, in modo da accorciare di un bel pezzo il percorso. Attualmente, per arrivare in corso del Popolo bisogna attraversare via Duca d’Aosta, svoltare in via Mazzini arrivare in via Gallilei, prendere via San Francesco e scendere in piazza. Con il posizionamento del semaforo - provvedimento, questo, visto con favore e annunciato dal sindaco Gianfranco Pizzolitto come «sicuramente fattibile» -, il tragitto è tagliato a metà: da via Duca d’Aosta basta girare per via Oberdan, risalire lungo piazza Cavour, via Plinio, San Francesco e ci si ritrova sul salotto buono. «Da quando il lato farmacia è stato chiuso – afferma Michela Olimpo di ”Movida” – per i commercianti di corso del Popolo gli affari sono calati. Come mai? Semplice: la viabilità risulta oltremodo tortuosa, al punto che perfino i rappresentanti che vengono da fuori non riescono a trovare, col navigatore, questa via. La cosa che non ci va giù è il fatto che, in un primo tempo, gli amministratori avevano assicurato, durante una delle riunioni dell’Ascom, che si sarebbe trattato solo di un esperimento e che il lato est della piazza sarebbe stato lasciato aperto al transito delle auto. Così non è stato, purtroppo».
Concorde Floriana Bratina, dell’omonima oreficeria: «Da quando il lato farmacia del salotto buono è stato chiuso – dice – tutti siamo stati penalizzati, sarebbe bello poter tornare all’apertura della piazza o, perlomeno, che si concedesse il semaforo su via Plinio, in modo da accorciare il tragitto necessario ad arrivare in corso. Un tempo, questa via era una delle strade più rinomate: la vera passeggiata di Monfalcone e i negozi restavano aperti, con grande riscontro addirittura dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19». «È vero – conclude Manuela Milana di ”Lana” abbigliamento per bambini – gli affari sono calati: personalmente vorrei che la piazza venisse riaperta, ma sono anche consapevole del fatto che non si può spaccare nuovamente la piazza per tornare indietro. Quindi, auspicherei almeno che venisse posizionato, quanto prima possibile, il semaforo su via Plinio».
Tiziana Carpinelli
Il Comune all’Ascom: pronti a lanciare il progetto dei Centri integrati di via
Replica alle richieste avanzate dalla categoria con il presidente Glauco Boscarolli - Il vicesindaco Silvia Altran non condivide la necessità di realizzare centinaia di posti-macchina: «In città bisogna rilanciare l’impiego del trasporto pubblico»
(Il Piccolo 17/02/2008)
A fronte del «decalogo» prospettato dal presidente dell’Associazione dei commerciantit, Glauco Boscarolli, sugli interventi necessari a rilanciare il commercio monfalconese, l’amministrazione Pizzolitto risponde confermando la volontà di rinsaldare il dialogo con la categoria, annunciando la ripresa degli incontri per sviscerare tutte le criticità avanzate, soprattutto in tema di viabilità e carenza parcheggi.
Ma non sembra disposta ad accogliere la tesi che a Monfalcone manchino ben 800 posti-macchina a servizio dei cittadini. Lo ha ribadito ieri l’assessore al Commercio Paolo Frittitta.
«È mia intenzione – ha chiarito l’assessore Frittitta – riprendere al più presto le riunioni con il gruppo dell’Ascom e dei commercianti di Monfalcone per vagliare le possibilità di rilancio del settore. Il dialogo con la categoria non è mai venuto meno in questi mesi e, almeno nelle ultime sedute, è stato focalizzato soprattutto sul tema dei Centri integrati di via, che l’amministrazione comunale sostiene con forza in quanto strumento utile per il rilancio delle attività al dettaglio e del centro. Purtroppo l’imminente fine della legislatura regionale rischia di allungare i tempi del progetto. Siamo comunque in attesa di alcune risposte e, non appena ci perverranno tutti i via libera, procederemo, come concordato, su questa strada».
«Il tempo di riprendermi dall’incidente – ha concluso - e sarò il primo a propormi come ponte di dialogo, anche con gli altri referati, per la disanima delle questioni sollevate. Resta ferma fin d’ora, comunque, l’intenzione di proseguire sul piano di colloquio e partecipazione».
Sulla questione degli ottocento posti-macchina richiesti dall’Ascom è invece intervenuta la vicesindaco Silvia Altran: «In un’ottica di sviluppo futuro – ha commentato – risulta importante svolgere fino in fondo un lavoro sulla viabilità, per spingere i cittadini a usare l’automobile con moderazione. Sono d’accordo sul fatto che sia utile trovare un posto dove lasciare la macchina a ridosso del centro, perché più giri si fanno alla ricerca di uno stallo libero e più quantità di inquinamento e smog si immettono nell’atmosfera. Tuttavia i cittadini - conclude la vicesindaco - dovrebbero anche iniziare a usare la macchina quando effettivamente serve, cominciando a ricorrere, se necessario, anche al trasporto pubblico».
t. c.
Chiude la 305: via Primo Maggio a rischio ingorghi
Contestate le misure adottate dalla Provincia per la viabilità alla vigilia dell’avvio dei lavori per realizzare il sottopasso di San Polo - Legambiente lancia l’allarme: «Poco più di tremila auto all’ora si riverseranno sulla statale 14»
(Il Piccolo 17/02/2008)
C’è un rischio altissimo che la statale 14, nel tratto urbano tra Ronchi e Monfalcon,e domani collassi a causa della chiusura della statale 305. A meno che la soluzione dello sconto del pedaggio autostradale via telepass non funzioni davvero. In caso contrario via Primo Maggio, che diventa via Volontari della Libertà a Ronchi, si troverà ad assorbire quasi il doppio del traffico che giornalmente la percorre e già la mette in difficoltà nelle ore di punta.
Lo dimostrano i dati raccolti dal circolo monfalconese di Legambiente e dal Comitato per la liberalizzazione dell’A4 sui flussi di traffico che quotidianamente coinvolgono le due strade statali, tra le 7 e le 9 dei giorni feriali.
All’altezza del passaggio a livello di San Polo è stato rilevato il passaggio di 2.320 veicoli, di cui 1.480 diretti a Monfalcone e 840 diretti verso Ronchi, mentre sulla statale 14 all’altezza del cavalcaferrovia i flussi sono rispettivamente di 1.900 mezzi verso Monfalcone e 1.440 verso Ronchi, per un totale di 3.340 veicoli. In sostanza, se l’utilizzo del telepass scontato promosso dalla Provincia di Gorizia non sfonderà, domani la statale 14 si ritroverà alle prese con un carico di traffico insostenibile.
Secondo i volontari di Legambiente e il Comitato per la liberalizzazione dell’autostrada, si tratta di numeri che assumono particolare significato se confrontati con i dati (fonte Autovie Venete) sul flusso veicolare nelle stesse fasce orarie rilevato alla barriera autostradale del Lisert.
Sommando i veicoli in entrata e in uscita al casello, si scopre che ad attraversare l’ultimo tratto dell’autostrada sono in totale 4.310 mezzi, 1.350 in meno rispetto alla viabilità ordinaria. «Con questi numeri è fin troppo facile prevedere la paralisi della strada statale 14 - affermano Legambiente e comitato - nei comuni di Ronchi dei Legionari e Monfalcone.
«I dati di traffico sulle due statali rapportati a quelli relativi all’autostrada - concludono - non possono lasciare adito ad alcun dubbio di sorta». Legambiente e comitato non credono, quindi, che l’agevolazione promossa dalla Provincia consentirà di alleggerire a sufficienza il traffico sulla statale 14.
I motivi della perplessità? Intanto, la riduzione del pedaggio è usufruibile solo da quanti risiedono nel mandamento.
«Questo esclude tutti coloro che normalmente transitano sulle due strade statali - spiegano l’associazione ambientalista e il comitato -, ma provengono da fuori provincia o dai centri della Destra Isonzo». La riduzione riguarda solo la tratta Redipuglia-Lisert, lasciando quindi intatto il problema della viabilità nei comuni di Fogliano Redipuglia e Sagrado.
La liberalizzazione dell’autostrada è inoltre non solo parziale, ma anche temporanea, perché legata ai lavori del sottopasso, illudendosi che «il problema del congestionamento del traffico sparisca con il sottopasso di San Polo». Legambiente e il comitato rimangono quindi convinti che per risolvere questi problemi, per convogliare sull’A4 buona parte del traffico di puro attraversamento del mandamento monfalconese, la liberalizzazione dell’autostrada nel tratto Villesse-Lisert è la soluzione più efficace e duratura, oltre che economicamente sostenibile.
I benefici sarebbero quelli di un traffico più fluido e di una riduzione dei tempi di percorrenza con conseguente minor inquinamento atmosferico. Al momento per coprire il tratto Villesse-Monfalcone in autostrada ci vogliono 10 minuti, mentre utilizzando la viabilità ordinaria ce ne vogliono 40.
«Dal punto di vista politico non si comprende il motivo per cui gli amministratori locali - attaccano Legambiente e comitato - non si siano impegnati per ottenere la liberalizzazione dell’autostrada, ma si siano limitati a trovare delle soluzioni di dubbia utilità.
Né si comprende l’atteggiamento della Regione, in particolare il presidente Riccardo Illy e l’assessore ai Trasporti Lodovico Sonego, che si sono sempre rifiutati di valutare questa proposta. Viene da pensare che le entrate derivanti dal pedaggio autostradale siano più importanti di ogni altra considerazione, sia essa sociale e ambientale».
È una ragione inaccettabile per Legambiente e il comitato che tornano quindi a chiedere che la barriera autostradale sia spostata da Monfalcone a Villesse e che il mandamento ottenga lo stesso trattamento che è stato riservato a Trieste.
Laura Blasich
Ronchi aumenta la Tarsu dall’1 al 3%
Irpef più salata (dallo 0,2 allo 0,5%), ma con maggiori detrazioni. Ridotta invece l’Ici sulla prima casa dal 5,5 al 5 per mille - Il maggiore rincaro riguarda le attività commerciali e artigianali. Per le famiglie si sale al 2%
(Il Piccolo 17/02/2008)
RONCHI Irpef dallo 0,2 allo 0,5%, Ici dal 5,5 al 5 per mille sulla prima casa, aumento della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti dall’1 al 3%. È quanto è uscito dalla seduta del Consiglio comunale, ieri mattina a Ronchi dei Legionari, seduta caratterizzata da un ampio e in certi momenti polemico dibattito.
In apertura, su proposta del consigliere comunale Gaspare Petralia, è stato osservato un minuto di raccoglimento in ricordo del maresciallo Giovanni Pezzulo.
Presenti in aula il presidente dell’Iris, Armando Querin, e il direttore del settore ambiente, ingegner Catano, l’opposizione si è astenuta al momento di votare le nuove tariffe per la gestione del servizio di nettezza urbana. Per le famiglie l’aumento sarà tra l’1 ed il 2%, mentre per i negozi e le altre attività commerciali e artigianali si arriverà fino al 3%. In molti hanno preso la parola, richiamando la necessità di migliorare il servizio. E in questa direzione si è orientato l’intervento dell’assessore all’Ambiente, Enrico Masarà, il quale ha chiesto che si arrivi, entro giugno, a una raccolta separata della plastica e della carta.
Contrarietà di Alleanza Nazionale, Rifondazione Comunista e di Forza Italia al momento del voto sulla nuova addizionale comunale Irpef che, come detto, passa dallo 0,2 allo 0,5%. Un’Irpef più salata per i ronchesi, che, però, potranno godere di una maggior detrazione. Non pagheranno l’addizionale comunale, infatti, coloro i quali hanno un reddito di 10mila euro, contro i 6.200 dello scorso anno. Ridotta, invece, l’Ici sulla prima casa, che passa dal 5,5 al 5 per mille. Astenuti An e Forza Italia che avevano chiesto un’aliquota al 4,5 per mille.
E l’assessore Savio Cumin ha già ipotizzato quanto arriverà nelle casse comunali.
L’addizionale comunale, per la quale nel 2007 sono entrati 260mila euro, darà modo di raggiungere la considerevole quota di 729mila euro, mentre per quanto riguarda l’Ici si pensa a un’entrata di 1 milione 935mila euro, contro i 2 milioni 151mila del 2007. Complessivamente, l’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari incasserà 2 milioni e 664mila euro, 253mila euro in più che nello scorso anno. «È una manovra – ha detto l’assessore Cumin – che tende a mantenere inalterata la quantità e la qualità dei servizi offerti ai residenti, senza alcun taglio. La maggiore detrazione riguardante l’addizionale, poi, vuole offrire alle categorie meno abbienti la possibilità di un reale risparmio e ciò riguarda anche l’Ici sulla prima casa, un bene che riteniamo prioritario».
In aula anche la prima parte del nuovo piano generale delle pubbliche affissioni che, predisposto dall’Aipa e creato grazie a un lavoro messo in atto da più uffici comunali, prevede nuovi spazi per 163 metri quadrati. Il Consiglio comunale tornerà a riunirsi domani, alle 17.30, con una serie di mozioni e di ordini del giorno proposti dai consiglieri comunali.
Luca Perrino
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