Rassegna Stampa 13/02/2008
(Il Piccolo 13/02/2008)
 
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L’Alberghiero resta in città, slitta il trasloco

Il Polo professionale di via Boito conferma l’ottimo andamento delle iscrizioni in tutti gli indirizzi - In netto ritardo i lavori per la futura sede sull’isola. Quasi impossibile il trasferimento entro settembre

(Il Piccolo 13/02/2008)

L’Istituto alberghiero di Monfalcone, inserito nel polo professionale di via Boito che conta tra gli indirizzi anche quelli dei servizi sociali, metalmeccanico ed elettronico, marinaro, è destinato a restare a Monfalcone per tutto il 2008 e, sicuramente, per buona parte del prossimo anno. Scongiurato quindi il trasferimento nella sua sede originale, a Grado, dal prossimo settembre visto che i lavori per la nuova sede sull’isola sono in netto ritardo. Una prospettiva accolta con soddisfazione da ragazzi e corpo insegnante che vedevano con una certa preoccupazione lo spostamento di sede. «Lo spostamento è legato alla chiusura dei lavori del cantiere sull’isola – spiega l’assessore provinciale all’Istruzione Maurizio Salomoni – e quindi potremmo dare il via al trasferimento solo non appena i lavori saranno conclusi».
Una notizia che a Monfalcone viene accolta con soddisfazione, visto che la permanenza in città dell’istituto era stata auspicata sia dal corpo insegnante sia dalla maggioranza dei ragazzi. E a confermare tale indirizzo c’è anche l’aumento delle iscrizioni.
TRASFERIMENTO. Secondo il cronoprogramma sottoscritto dalla precedente amministrazione provinciale, l’Istituto alberghiero è solo temporaneamente ospitato a Monfalcone. L’indirizzo dovrebbe essere nuovamente avviato a Grado, assieme al Marinaro, una volta conclusi i lavori di sistemazione della sede sull’isola. Solo che il ritorno non fa affatto felici studenti e insegnanti: molti vengono da fuori provincia e per questi, mentre raggiungere Monfalcone è tutto sommato semplice, non lo è altrettanto arrivare fino a Grado. Ecco quindi le proteste, che hanno portato Comune di Grado e Provincia a rivedere le decisioni, pensando anche alla possibile soluzione di due sedi separate. Al momento, però, da questo punto di vista tutto tace.
RINVIO. Anche se ufficialmente nessuno lo ammette, parrebbe che il ritorno dell’Alberghiero a Grado, previsto originariamente per settembre 2008, sarà comunque rimandato almeno all’anno successivo. Due gli elementi che pare fanno pendere la bilancia verso questa decisione. Il primo è il fatto che non è pervenuta alla scuola nessuna comunicazione di richiedere ulteriore personale, docente e non docente, per gestire una sede separata. Secondo: i lavori alla sede sono appena iniziati. E oltre ai muri, sono da rifare gli impianti e gli arredamenti, opere che nel programma triennale dei lavori sono fissate a metà del 2008. Dal momento che solo trasferire il Marinaro da Grado a Monfalcone, in una struttura già pronta, ha sono stati impiegati 3 mesi, pare di capire che per l’anno scolastico 2008-2009 i giochi siano ormai fatti. La Provincia, comunque, vede questa possibilità remota.
ISCRIZIONI. Intanto, come ogni anno, il Polo professionale fa segnare un record di iscrizioni. Anche se i numeri non sono ufficiali (mancano infatti ancora alcune domande provenienti, a esempio, da Udine e Trieste), già si può intuire che il primo anno sarà più numeroso di prima. In tutto, infatti, i numeri totali di studenti crescono rispetto allo scorso anno. Infatti, mentre per l’anno 2007 - 2008 ci si era fermati attorno ai 650 iscritti, quest’anno è stata già superata quota 600. «Al momento siamo attorno ai 604 – spiega il preside Salvatore Simoncini – ma stiamo ancora attendendo le ultime iscrizioni che dovrebbero arrivare in questi giorni». Per quanto riguarda gli indirizzi preferiti dai ragazzi, grande interesse hanno ottenuto i due indirizzi dell’alberghiero, appunto, e dei servizi sociali. «Gli iscritti al primo anno in questi due indirizzi sono stati una cinquantina – spiega ancora il preside – quindi in linea con gli anni scorsi».

Elena Orsi

 

Pronti i capannoni che ospiteranno la futura Fiera della nautica

Sono iniziati i lavori per la costruzione del primo dei due cantieri della slovena Seaway: previsto lavoro per circa 300 persone

(Il Piccolo 13/02/2008)

Il polo nautico del canale Est-Ovest continua a espandersi. Sono iniziati i lavori per la costruzione del primo dei due cantieri nautici che la slovena Seaway ha deciso di insediare nell’area, ritenuta ottimale per passare alla produzione di unità di sempre maggiori dimensioni. I lavori per la creazione del capannone sono stati affidati dalla società dei fratelli Japec e Jerney Jakopin all’impresa udinese Rizzani de Eccher e dovrebbero concludersi entro l’autunno. Dopo aver già versato una cauzione, la Seaway formalizzerà inoltre a breve l’acquisto dal Consorzio per lo sviluppo industriale di un’altra area di 40mila metri quadri circa, collocata sulla sponda meridionale del canale, dove intende realizzare un secondo insediamento nautico. In totale i due cantieri nautici daranno lavoro a 300 persone, diventando una delle principali realtà produttive cittadine. Già il primo insediamento potrà comunque impiegare fino a 200 persone e la società ha avviato lo scorso autunno la ricerca di personale anche in Friuli Venezia Giulia. La realizzazione del primo cantiere sta richiedendo un investimento di 20 milioni di euro, mentre l’insediamento sulla sponda meridionale richiederà un ulteriore impegno di 15 milioni di euro.
A Monfalcone la Seaway produrrà imbarcazioni a vela e a motore tra i 18 e i 45 metri di lunghezza, ma anche design industriale, e lavorerà allo sviluppo di elementi in carbonio per la nautica e altri settori. Lo sviluppo del polo nautico del canale Est-Ovest comunque non si ferma qui, perché sono ormai in fase di completamento le due costruzioni realizzate dal Consorzio per lo sviluppo industriale in via Consiglio d’Europa, all’altezza del Marina Lepanto, che saranno destinate sempre al supporto della nautica da diporto e, con tutta probabilità, a fornire la base della nuova Fiera della nautica, che Monfalcone non ha rinunciato a organizzare. Le due strutture, la cui costruzione era stata affidata alla Friuli Elettro Impianti di Latisana (il costo è di oltre un milione di euro), saranno ora completate dalla sistemazione dell’area esterna per la quale il Csim spenderà altri 270mila euro.
L’intervento dovrebbe essere concluso nell’arco di qualche mese, rendendo pienamente fruibili i due edifici entro la fine dell’anno. Intanto a breve sempre il Csim avvierà il dragaggio dell’imbocco del canale Est-Ovest all’altezza del Villaggio del Pescatore. I punti più critici, quelli cioé divenuti davvero a rischio per le imbarcazioni a vela a causa dell’insabbiamento del fondale, saranno eliminati prima dell’inizio dell’estate. Nell’area il Consorzio industriale investirà ancora oltre 400mila euro per realizzare una serie di strutture a servizio dei cantieri nautici e oltre un milione di euro per infrastrutturare un’area di sosta in via Consiglio d’Europa.

 

Gli autisti: bus bloccati dal caos-traffico

Trasporto pubblico in sofferenza per colpa soprattutto dei parcheggi in seconda fila o irregolari. Sotto accusa i passaggi a livello - È la linea 8 tra Ronchi e Monfalcone a registrare le maggiori difficoltà - Punti dolenti: via Duca d’Aosta, via Cosulich. Ritardi per la mancata sincronizzazione dei semafori

(Il Piccolo 13/02/2008)

Il trasporto pubblico è in sofferenza per l’assetto della viabilità urbana monfalconese. Corse che saltano a causa delle lunghe e ripetute attese ai passaggi a livello saulle strade di grande percorrenza, tabelle di marcia che si allungano a causa del traffico troppo spesso congestionato del centro. E autobus impossibilitati perfino a fare manovra, bloccati davanti a auto in doppia fila o in sosta selvaggia. Gli autisti dell’Apt si trovano spesso ad affrontare questo genere di problemi e i sindacati di categoria puntano il dito contro una mancanza di provvedimenti volti a rendere più snella la circolazione a Monfalcone o quanto meno ad agevolare il rispetto degli orari da parte dei bus. Anche perchè, proprio da un recente test di Legambiente, proprio il bus è risultato il mezzo di spostamento più celere rispetto alle auto e perfino alle biciclette.
E perché, come sottolinea il responsabile Filt-Cgil Andrea Bagolin, le zone «calde» dell’attraversamento della città sono ben note, segnalate. Ma nessuno fa nulla per eliminarle.
Autobus e taxi, percorrendo le strade di Monfalcone, incontrano diversi ostacoli. La criticità maggiore è rappresentata da via Duca d’Aosta: «Auto in costante doppia fila o con le quattro frecce accese in punti dove non solo non ci sarebbe divieto di sosta ma anche di fermata complicano il compimento delle tratte – ha affermato ieri l’autista dell’Apt Andrea Bagolin –. Altro problema, lo snodo di Panzano, all’altezza dell’ufficio postale: lì la carreggiata stretta e la presenza di auto in divieto di sosta impedisce ai mezzi più grandi di transitare. E ciò nonostante a due passi da quella struttura via sia un ampio posteggio - quello dell’ex cimitero -. Sempre nel quartiere operaio, si rileva la criticità della fermata nei pressi del cantiere navale, spesso occupata da auto ferme in sosta vietata che impediscono la manovra. Infine – aggiunge Bagolin – c’è il problema dei passaggi a livello, che spesso provocano rallentamenti alla viabilità tra Monfalcone e Ronchi fino al punto, a volte, di far saltare qualche linea. È un inconveniente che accade più spesso con la 8».
Ma per gli autisti è in generale il comportamento degli automobilisti a creare problemi. A cominciare da quando occupano le aree di sosta dei bus delimitate da gialle. Il disagio di via Duca d’Aosta, peraltro, è stato più volte evidenziato anche dai residenti: complice la carenza di parcheggi, i veicoli vengono lasciati in doppia fila, a discapito della circolazione urbana, di fatto in quel tratto impraticabile nekke ore di punta. Ma in alcuni casi si tratta anche di problemi che potrebbero essere facilmente risolti con minimi accorgimenti, come la sincronizzazione dei semafori lungo viale San Marco, oppure attraverso interventi più “decisi” da parte della Polizia municipale, quali la rimozione forzata delle auto in doppia fila sul primo tratto di via Duca d’Aosta o all’altezza del bar Gessy.
Non più tardi di due mesi fa, i tassisti, invece, avevano reclamato contromisure più radicali: come l’allungamento della corsia preferenziale per i mezzi pubblici da via Fratelli Rosselli fino a largo Anconetta, per una più agevole percorrenza del territorio e una riduzione dei tempi, nonché il posizionamento di un semaforo all’incrocio tra via Plinio e via San Francesco, così da abbreviare il tragitto necessario a raggiungere il corso del Popolo e la stazione ferroviaria. Una soluzione, questa, a quanto pare accordata dal sindaco Gianfranco Pizzolitto ma ancora non entrata in funzione.
Contro la corsia preferenziale, invece, si sono mossi in più occasioni i negozianti di via Fratelli Rosselli, che invece reputano inutile oltre che pericoloso lo speciale spazio riservato al trasporto pubblico locale. L’Ascom, come sostenuto dal presidente Glauco Boscarolli, vorrebbe dal canto suo che la corsia venisse riconvertita in posti macchina a fascia oraria, a servizio della varie attività presenti in quella zona.

Tiziana Carpinelli

 

Mini-rivoluzione del traffico a Ronchi

L’avvio dei lavori per la realizzazione del sottopasso ferroviario di San Polo creerà contraccolpi sulla viabilità - Stasera un nuovo vertice per illustrare il piano di emergenza studiato dalle forze dell’ordine - La maggiore novità si avrà in via San Lorenzo che da lunedì sarà a senso unico

RONCHI Conto alla rovescia, a Ronchi dei Legionari, in vista alla grande rivoluzione sul fronte del traffico legata, da lunedì, alla chiusura della statale 305 per l’avvio dei lavori per la costruzione del sottopasso ferroviario di San Polo. Per la città si tratta di una vera e propria emergenza, soprattutto per il fatto che tutto il traffico da e per Monfalcone e Trieste si riverserà sull’asse formato da via Aquileia, via Volontari della Libertà, dunque attraverso il cavalcavia sulla linea ferroviaria Venezia-Trieste. Questa sera, alle 18, nella sala consiliare del municipio, l’assessore ai Lavori pubblici, Livio Vecchiet, illustrerà quelle che sono state le azioni concordare con la prefettura sul fronte della viabilità. Sarà via San Lorenzo l’arteria maggiormente interessata. Essa, nel tratto compreso tra via D’Annunzio e via Verdi, diventerà a senso unico in direzione del cavalcavia, chi arriverà all’incrocio con la statale 14 avrà l’obbligo di girare a destra in direzione aeroporto, mentre se chi arriverà da via Stagni dovrà girare a destra, le automobili provenienti da vicolo Sant’Antonio, via 25 Aprile e via Santa Croce dovranno necessariamente immettersi in direzione di via Verdi.
Da lunedì, ancora, saranno soppresse le fermate dell’autobus di via D’Annunzio e del cimitero, sostituite da quelle che sono già state predisposte in via San Lorenzo, accanto alla chiesa ed in via dei Campi, nei pressi dell’ufficio postale. Disagi anche per quanto riguarda l’accesso al cimitero, per cui è consigliabile l’utilizzo di via delle Bortolozze, mentre non saranno possibili i cortei funebri dalla chiesa di San Lorenzo. Ed ancora, fatto importantissimo, il traffico pesante che superi i 75 quintali, in arrivo a Ronchi dei Legionari da Fogliano Redipuglia, sarà deviato lungo la bretella autostrada-aeroporto. Lunedì sarà il “D Day” e per questo saranno mobilitati carabinieri, polizia stradale e polizia municipale che hanno offerto la massima collaborazione all’Amministrazione comunale ronchese. «So bene a quali e quanti disagi andiamo incontro – dice lo stesso assessore Vecchiet – e proprio per questo motivo abbiamo studiato nel minimo dettaglio ogni possibile soluzione. Ci sarà un traffico intenso da gestire lungo via San Lorenzo, ma anche la questione legata al cambio delle abitudini da parte degli utenti del trasporto pubblico, ma spero che i disagi possano essere i minori possibili. L’aver creato il senso unico lungo via San Lorenzo ci permetterà anche di mantenere gli stalli di sosta, mentre non vi saranno ripercussioni sul trasporto pubblico locale». A disposizione della gente, già da ieri, tutti gli elaborati che riguardano la nuova viabilità. E da oggi parte l’operazione segnaletica.

Luca Perrino

 

Frena la differenziata a San Canzian

Dopo l’effetto-novità di due anni fa il conferimento con il porta a porta segna il passo - Dal 64% raggiunto nel 2006 si è passati al 57% dello scorso anno

(Il Piccolo 13/02/2008)

SAN CANZIAN Nel 2007 la raccolta differenziata porta a porta non ha riscosso lo stesso successo del 2006. I dati parlano chiaro: se nel primo anno della «rivoluzione rifiuti» il comune di San Canzian si era affermato con una media del 64 per cento di materiale differenziato raccolto, nel 2007 lo stesso valore si è fermato a quota 57 per cento. Sembra infatti che in questi ultimi mesi l’«effetto novità» sia andato poco alla volta scemando.
Secondo i dati comunicati in questi giorni da Iris spa e riferiti ai mesi che vanno da gennaio a novembre 2007, a differenza del 2006, quando in settembre si era registrato addirittura un picco del 76 per cento di differenziato, l’anno scorso i sancanzianesi non hanno mai superato il 64 per cento. I mesi andati meglio sono stati febbraio e luglio, in cui si è raggiunto il 60 per cento; marzo in cui si è ottenuto un buon 64 per cento e settembre con il suo 61 per cento. Percentuali più basse si sono invece registrate a gennaio e ad aprile, entrambi affermatisi con il 53 per cento. Al mese di ottobre va infine la maglia nera 2007, dal momento che in quel periodo i sancanzianesi non sono riusciti a superare il 51 per cento di raccolta differenziata. Nella media invece i risultati ottenuti durante i mesi di maggio (58 per cento), giugno (57 per cento), agosto (58 per cento) e novembre (56 per cento). Di certo nel 2007 ci si è allontani dai dati che riguardano gennaio e febbraio 2006, quando ancora a San Canzian non era cominciata la raccolta differenziata spinta.
Nel gennaio 2006 la percentuale di raccolta differenziata non superava quota 28 per cento; a febbraio, pur essendo leggermente più alta, si era comunque fermata al 34. I primi netti miglioramenti si erano avuti ad aprile, cioè nel mese successivo all'avvio della raccolta rifiuti porta a porta, grazie anche alla scomparsa definitiva dei cassonetti dalle strade sancanzianesi. Allora si era partiti subito con il 68 per cento di differenziata. Picco mai raggiunto durante il 2007.
Nonostante tutto, si può comunque dire che l'anno scorso i sancanzianesi hanno collaborato abbastanza bene con Iris. Unico neo - che genera non poco rumore tra i cittadini che si impegnano a rispettare le regole dettate da Iris e soprattutto il calendario stilato per la raccolta - i fenomeni di abbandono indiscriminato, lungo le strade, di tutti quei rifiuti che alcuni maleducati non vogliono tenere in casa in attesa che Iris passi a raccoglierli.

Alice Fumis

 

La Pro loco di Fogliano alla Bit di Milano per presentare il Turismo della Memoria

(Il Piccolo 13/02/2008)

FOGLIANO Un’ottima occasione per presentare a un pubblico vastissimo un’offerta turistica del tutto particolare che prende corpo dalla storia per costruire un futuro di collaborazione tra la gente. È quella che vedrà protagonista la Pro loco di Fogliano Redipuglia, impegnata nei prossimi giorni nella Borsa internazionale del turismo di Milano. L’offerta turistica del Sacrario della Grande Guerra, dei Sentieri di pace, ma anche di particolari eventi che via via si sviluppano nel corso dell’anno, sarà illustrata all’interno dello stand del Friuli Venezia Giulia ma anche attraverso alcuni incontri «faccia a faccia» con gli utenti. L’occasione, poi, sarà anche propizia per la presentazione del vino delle trincee, un’iniziativa che vuole distinguersi proponendosi in una chiave estremamente distensiva, di fratellanza e di pace, proprio com’è nei propositi del progetto dell’associazione presieduta da Alessio Bellotto. «Innanzitutto mi preme sottolineare quella che è un’intensa collaborazione con l’Amministrazione regionale – dice Bellotto, – una sinergia che è utile, indispensabile per fare promozione, ma anche per attirare nuovi utenti». Saranno molteplici i contatti che la pro loco avrà in occasione della Bit con i referenti di gruppi, associazioni, tour operator nazionali ed esteri, ma anche con responsabili di quel particolare settore che è il turismo scolastico ed al quale si guarda sempre con grande interesse. «Ma non è solamente da qui che proviene la domanda – ha aggiunto Bellotto – visto che sono sempre più numerosi i gruppi organizzati che si rivolgono alla pro loco per far visita a quelle che non sono testimonianze storiche statiche e fini a se stesse. Qui s’impara la storia immergendosi nelle atmosfere di quel tempo, imparando a conoscere tante sfumature che stanno attorno ad un evento bellico come fu la prima guerra mondiale». Una promozione rivolta in special modo a quelli che sono i due principali eventi dell’anno. I mesi di maggio e novembre sono quelli in cui si sviluppa l’ormai tradizionale appuntamento con la rievocazione storica “Ritorno sul Carso”, nel quale è inserito anche il “Treno della memoria” da Redipuglia a Caporetto. E poi “Luci & Ombre della Grande Guerra” con il chiaro intento di diversificare la vacanza per chi affolla le spiagge di Grado, Lignano, Jesolo, Caorle e Bibione.

l.p.

 

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