SICUREZZA STRADALE E ALCOL

Con l'approvazione definitiva da parte del Parlamento delle modifiche al codice della strada, sono state introdotte importanti novità in merito alla vendita ed alla somministrazione di bevande alcoliche.
Per un approfondimento delle novità introdotte potete leggere la circolare dell'Ascom Monfalcone.
Rassegna Stampa 25/02/2009

Vince Asterix, il Carnevale parla friulano

Anche pioggia e nevischio al gran finale - Trentamila alla parata. L’«onore» del Monfalconese salvato dal gruppo di Vermegliano

(Il Piccolo 25/02/2009)

Dopo quattro anni di dominio incontrastato dei carri allestiti nella Bisiacaria, è il Friuli a mettere le mani sulla 125.a edizione del Carnevale monfalconese. Stravince, infatti, davanti a un muro di trentamila persone, giunte da tutta la regione, il carro «Asterix e Obelix in Friul» di Villanova del Judrio, sbaragliando tutti gli avversari (altri dieci carri) grazie alla cura e alla precisione della realizzazione e ottenendo dalla giuria sistemata su un palco davanti alla loggia del municipio il massimo del punteggio, 90 voti. Un carro davvero splendido che ha come tema i personaggi del famoso eroe dei fumetti, celebre in tutto il mondo. La vittoria è stata netta, meritata e senza alcun dubbio da parte della giuria, anche perché il carro da due settimane sta inanellando vittorie in tutte le principali sfilate regionali. Oltre a Monfalcone ha trionfato, con un filotto esaltante, anche alle parate di Gorizia, Udine e Romans d’Isonzo.
I vincitori hanno preceduto nell’ordine «Re Leone» di Grions al Torre, a pari merito con «Caduta delle borse» di Basovizza con 80 punti, che ha sancito l’esordio carnevalesco del neo presidente degli Stati Uniti Barak Obama. A favorire il trionfo friulano anche l’assenza del carro di Staranzano «Arcimboldo, siamo alla frutta e verdura», vincitore delle ultime quattro edizioni, che ha disertato la parata monfalconese per protesta contro gli scarsi rimborsi garantiti dalla Pro loco.
La rivincita per il Monfalconese, comunque, è arrivata lo stesso, grazie ai gruppi mascherati, con il successo di «Sognando il paese delle meraviglie» del quartiere ronchese di Vermegliano, davanti per un’incollatura ai gradesi «Nel regno del mar e del palù», pigliatutto nei vari concorsi svoltisi nei giorni scorsi in regione. Splendidi i costumi, ispiratisi al cartone di Walt Disney, con un centinaio di personaggi preparati e vestiti dai genitori della scuola materna e elementare slovena di Vermegliano. Di soli 3 punti il vantaggio alla fine sui favoritissimi ragazzi gradesi. Applaudita anche la partecipazione anche del gruppo estero di Lugano che ha presentato il coloratissimo «Tu mi tubi».
Un vero trionfo, dunque, questa edizione del Carnevale Monfalconese organizzato dalla Pro loco e dal Comune. Una sfilata che era iniziata secondo i migliori auspici, attorno alle 14, con l’afflusso ordinato di migliaia di persone sulle varie strade percorse dai carri allegorici. Parcheggi periferici intasati. Bus-navetta pieno più che mai e costretto a fare la spola da San Polo al centro. Una profonda delusione è calata però su tutti attorno alle 15 quando il tempo è cambiato all’improvviso, riservando alle migliaia di maschere, in gran parte bambini, addirittura una spruzzata di nevischio e una pioggia finissima. C’è stato, per qualche decina di minuti il rischio che fosse decisa la sospensione della manifestazione. La folla si è diradata, le famiglie hanno messo ai ripari i bambini. Fortunatamente, dopo circa tre quarti d’ora, la piggia ha cessato di cadere, consentendo il completamento della parata che ha «accelerato» i tempi per evitare altre sorprese negative.
Fino al tardo pomeriggio la città è stata ostaggio delle maschere, dei carri e dei gruppi. Il corteo ha seguito un lungo percorso partito da via Matteotti, che ha attraversato viale San Marco, via Bixio, via Garibaldi, largo Anconetta e via Duca D’Aosta, dove è stato posizionato all’altezza della piazza il palco della giuria. La lunga kermesse mascherata sviluppatasi fra due imponenti ali di folla, è cominciata con mezz’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia per attendere le sei prosperose e coreografiche ballerine brasiliane che a ritmo di samba, non riuscivano a raggiungere la testa del lungo corteo dove c’erano sior Anzoleto (Orlando Manfrini) e la sua «sposa», il «notaio» Toio Gratariol (il presidente della Pro loco Carlo Blasini) a bordo di una Dodge del 1928, l’auto americana che fu di proprietà nientemeno dei comici Stan Laurel e Oliver Hardy.
Efficientissima anche la rete di controllo istituita dall’organizzazione, che è riuscita a controllare la grande festa seguita costantemente dai radioamatori aella Protezione civile e delle Forze dell’Ordine e dai volontari della Croce rossa che comunicavano con una postazione fissa sul palco e avere in tempo reale la situazione.

Ciro Vitiello


I no global sfilano in tuta da carcerati

Volantinaggio contro i sei arresti effettuati una settimana fa

(Il Piccolo 25/02/2009)

Il tocco di colore più curioso lo hanno dato ieri i manifestanti del Centro blu, che sono scesi in piazza, davanti al municipio, con tute da carcerati e un grande cartello: «Carcerati in erba, libertà in fumo», come protesta contro l’ultima operazione anti-droga che ha coinvolto il Centro sociale. Distribuiscono volantini dove accusano di usare questa indagine per distogliere l’attenzione da altri temi quali l’amianto, e dando appuntamento a tutti a sabato 28 dalle 15, in piazza della Repubblica «per riconquistare alla città il centro cittadino contro le politiche sicuritarie e per una festa che continuerà la sera nei locali dell’Officina sociale». E così anche il Carnevale, nella sua giornata clou, si è ammantato di serietà. Già dalla mattinata la piazza si era animata di maschere e travestimenti, con una grande voglia di goliardia. Ecco le cinque fatine Winx barbute e muscolose, le due «Mami» che inneggiano a Obama, Biancaneve e i sette nani ridotti a cinque (due sono in cassa integrazione). E poi di tutto e di più, specie tra i bambini, in cui primeggiano sempre e comunque gli eroi dei cartoni animati. Si è fatta notare anche la ragazza vestita da Gatto Silvestro con tanto di Titti, interpretato dal suo cagnolino. Non hanno voluto rinunciare ai travestimenti neppure gli amministratori, prima tra tutte l’assessore alla Cultura Paola Benes presentatasi in colori sgargianti e con scolapasta in testa. Al divertimento hanno partecipato anche i negozi nell'ambito del concorso «Vetrina in maschera», che sono stati premiati con i buono viaggio offerto dall'Ascom. Primo classificato è stata l’hobbistica Perlamour di corso del Popolo, seguita dal panificio Bosio di via Cosulich e da Tutto per il Bambino in piazza della Repubblica. Purtroppo, non mancati, nonostante gli appelli, gli episodi spiacevoli, con lanci di uova o farina che hanno guastato qualche divertimento.

(e.o.)


«Meno telecamere, più vigili... intelligenti»

Frecciate di sior Anzoleto dalla loggia anche contro il sindaco «desaparecido»    

(Il Piccolo 25/02/2009)

«Chi che xè bisiaco alzi la man». Con questa esortazione si è aperta la lettura del Testamento di Sior Anzoleto versione 2009, cui hanno assistito quasi cinquemila persone in una piazza della Repubblica gremita di maschere. Sulla loggia del municipio, sior Anzoleto, il protagonista del Carneale monfalconese (Orlando Manfrini), assistito dal «notaio» Toio Gratariol (Carlo Blasini), ha lanciato i suoi strali verso tutti e tutte. «Son contento de veder bisiachi così ciari – ha detto – visto che de solito in piazza vedo gente così scura». Ma forse, ha continuato, è scura per le preoccupazioni, visto che l’unico che sembra non averne è il «capo de la Magandora Granda» che è come Sansone; più sta là e più gli crescono i capelli.
Non è mancato un accenno alla nomina del monfalconese di Finazzer Flory come assessore alla Cultura del Comune di Milano. «Alla Moratti i ghe gaveva dito: te devi cior un omo de cultura, navigà, de esperiensa, rizo e de Mofalcon. Ma no la gà capido niente: se intendeva Del Bello».
Qualche strale anche alla Magnadora locale («Son mi che non ghe vedo o lui che no se fa veder?», si è chiesto Anzoleto a proposito del sindaco) e alle sue scelte, come quella di mettere telecamere intelligenti e telecamere notturne. «E non iera mejo telecamere notturne e vigili intelligenti?». Oppure i lavori alle fognature. «Avvisiamo i residenti di via Mazzini, Galvani e Duca d’Aosta che i doverà andar a farla dai parenti. Per chi non se pol mover, ghe sarà un bucal da svodar due volte la settimana nell’umido».
O ancora i lavori alle strade. «Dopo la rotonda, le giostre non vien più a Monfalcon, visto che gli autoscontri xè già in via Primo Maggio, la pista in via Pocar, manca solo i calci in cul del Comun».
Non è mancata la stretta attualità, con l’organizzazione delle ronde: che a Monfalcone, ha spiegato sior Anzoleto, ci sono già: una fa il giro dei bar del centro, l’altra delle private del mandamento. A chiudere, una frecciata sulle polemiche relative ai 40mila euro in più destinati al Carnevale.
«Peccato – ha detto sior Anzoleto – che no ghe xè schei per far i tamburi turchi e la musica congolese, o la Notte bianca, e invece i xè per el Carneval. Ma le Notti bianche le fasemo ogni notte, stando svei per le preoccupazioni, quindi servi anche qualche momento de alegria». E, in conclusione: «Taca banda, cussì i politici verze la bocca per cantar che xè mejo».

(e.o.)
 

 

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